Sacerdote “intercede” per il rapinatore, lo rifarei ancora

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Continua a far discutere la vicenda di don Vincenzo Sansone, anziano sacerdote di Castellammare di Stabia, che rischia di essere indagato dalla Procura di Torre Annunziata con l’accusa di induzione alla falsa testimonianza.

Il prete, come i lettori ricorderanno, cercò di convincere alcune vittime di rapine, avvenute a Gragnano e a Sant’Antonio Abate, a cambiare idea sull’identità del malvivente, un ventenne stabiese, riconosciuto come presunto colpevole.

Il sacerdote, sentito da “il Mattino”, quotidiano che per primo riportò la vicenda, non è apparso affatto pentito del suo operato: «Mi possono anche denunciare, sono pronto ad affrontare la sfida. Chi agisce, rischia. E io sono pronto a rischiare per le cause che ritengo giuste» sono state le sue laconiche dichiarazioni.

Il recupero sociale del giovane delinquente sembra essere il principale interesse di don Vincenzo che con queste parole ha concluso la sua intervista: «Nel caso in cui fosse colpevole, è giusto che paghi. Ma sarebbe meglio commutare la pena in affidamento ai servizi sociali, perché in carcere si marcisce soltanto».

 

 

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