Acerra: cerimonia in ricordo del Prof. Aniello Montano

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Manifesto  Prof Montano-2Si celebrerà venerdì 18 marzo, alle ore 16,30, presso la Sala del Consiglio Comunale di Acerra, la cerimonia di commemorazione e di ricordo del compianto Prof. Aniello Montano, al quale l’Amministrazione comunale con Delibera di Giunta n. 26 del 4/03/2016 ha deciso di rendere omaggio intitolando la sezione “Autori Acerrani” della Biblioteca Comunale “Gaetano Caporale”, di cui era Direttore Onorario.

Tra le motivazioni alla base della Deliberazione di Giunta comunale, promossa dal Sindaco Raffaele Lettieri e dal vice sindaco Tito D’Errico, si legge: «Il Prof. Aniello Montano, nato ad Acerra il 3 dicembre 1941 e scomparso lo scorso 12 dicembre 2015, è stato un uomo di grande cultura, filosofo stimato nel mondo per i suoi studi ed i suoi scritti, nonché uomo politico, che ha sempre lottato per il bene comune di Acerra e degli acerrani, ed ha dedicato la sua vita alla diffusione tra i giovani dell’importanza del sapere.

Il Prof. Montano, attraverso i suoi scritti, ha inculcato negli acerrani, e non solo, che la comprensione intelligente della storia passata ci invita ad essere cittadini attivi e vigili nella costruzione della storia presente. Ci rende “disinteressatamente” interessati alla sorte della nostra città e soprattutto “appassionatamente” impegnati nello sviluppo armonico della sua crescita civile e culturale.

La conoscenza della città che si vive, ce la fa difendere ed amare con intelligenza e passione. Niente di buono e di utile, infatti, si costruisce per noi stessi e per gli altri senza un’ intelligenza appassionata” e senza una “passione intelligente”.

Il Prof. Aniello Montano amava ripetere che il culto della memoria storica, è importantissimo, fondamentale per chiunque voglia vivere con consapevolezza critica il suo presente e voglia consapevolmente programmare il suo futuro in continuità o in rottura con questa. Senza memoria storica, un popolo vive in un’immediatezza che, per essere astorica è acritica. E’ puntuale. E’ priva di legami dialettici. Un popolo senza storia è un popolo senza identità».