Cava de’ Tirreni, secondo confronto sulla questione sottotetti

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cava_municipioSi terrà domani alle 17.30, nell’Aula Gemellaggi di Palazzo di Città, il secondo incontro sulla questione “recupero sottotetti”, questa volta con i tecnici del territorio, alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 11/2016 che ha, in sostanza, dichiarato illegittimo l’articolo 6 della LR Campania n. 15/2000, sancendo che il recupero dei sottotetti non possa avvenire in deroga ai piani paesaggistici e, dunque, al PUT, assimilato, di fatto, ad un piano a valenza paesaggistica. Una sentenza che ha destato molte preoccupazioni tra gli amministratori, tecnici e addetti ai lavori.

Venerdì scorso, 11 marzo, alle ore 10,00, si è tenuto invece l’incontro promosso dall’Amministrazione Servalli, in particolare dall’Assessorato al Governo del Territorio, presente in Sindaco Vincenzo Servalli e l’assessore Giovanna Minieri, a cui hanno preso parte i sindaci (o loro delegati) dei Comuni di Positano, Cetara, Vietri sul mare, Sorrento, Castellammare, Santa Maria La Carità e Gragnano, il Presidente dell’ Ordine degli Architetti della Provincia di Salerno, Maria Gabriella Alfano, il Presidente del Collegio provinciale dei Geometri, Felice Di Salvatore e l’avv. Franco Massimo Lanocita, propedeutico alla elaborazione di un “Protocollo d’intesa” tra i Comuni da presentare alla Regione Campania per fare chiarezza sulla questione sollevata dalla sentenza.

Per questo motivo, le Amministrazioni comunali ed i tecnici che operano sul territorio attendono che la Regione Campania si appresti a predisporre il nuovo Piano Paesistico Regionale, che sostituirà il P.U.T. e che ci si auspica rappresenti uno strumento di superamento dello stato di paralisi attuale del territorio, creando le condizioni per la sua riqualificazione paesaggistica ed idrogeologica e per il suo sviluppo economico.

In merito alla sentenza della Corte Costituzionale, l’avv. Franco Massimo Lanocita, ritiene che che essa sia erroneamente stata considerata ostativa, perché, in realtà, le disposizioni della legge regionale (LR Campania n.15/2000), che ammetteva il recupero abitativo dei sottotetti in deroga agli strumenti sovraordinati, sono state superate dalle disposizioni della normativa statale (art.23 ter comma 3 DPR 380/2001), che recita:“il mutamento della destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito”, non comportando esso un aumento del carico urbanistico.

In conclusione si è palesato che il vero e unico strumento ostativo rimane il PUT che impedisce l’autentica tutela del territorio, pone limiti alla dinamicità dell’attività edilizia e di recupero del patrimonio esistente ed è caratterizzato da scarsa flessibilità ed inadeguatezza rispetto agli attuali orientamenti, pur avendo l’importante merito di aver contribuito a preservare i valori e le bellezze dei nostri territori da possibili speculazioni.

Al termine dell’incontro tutti i presenti si sono detti d’accordo a presentare, in Regione Campania, istanze condivise, per richiedere tempi brevi per la predisposizione dei nuovi strumenti paesaggistici.