Pompei, via Mariconda dimenticata dalle istituzioni e dalla politica

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Via Mariconda PompeiAssoluto abbandono e disagi quotidiani oltre al rischio concreto che ceda del tutto l’argine destro del canale Marra. Situazione indegna per chi vi abita ma soprattutto per gli enti che ormai da anni si rimbalzano la responsabilità e restano immobili difronte ad una situazione insostenibile ed alle giuste richieste dei residenti.

Stiamo parlano di via Mariconda e del canale che paralleli si ricollegano a via Molinelle ed al fiume Sarno, il tutto in territorio di Pompei. A non più di cinque minuti dal centro della stessa città degli Scavi e della vicina Scafati. Una strada ed un canale che di fatto segnano il confine tra i due paesi e tra le due province di Napoli e Salerno. La responsabilità della strada e dell’argine destro, come documentano le foto, che rischia di crollare definitivamente, sarebbe però dell’ente Bonifica che nel concreto, e non solo in questo caso, risulta assente e sordo alle continue segnalazioni dei residenti.

Il tratto di strada e di fiume risulta abbandonato dai tempi dell’intervento per il dragaggio e la bonifica del Sarno con il generale Iucci, operazione che si concluse bruscamente per via Mariconda all’incirca tre anni fa.

A sentire i residenti, finiti i soldi, tutti si dimenticarono che c’era una strada ancora da completare, lasciata all’incuria, alla maleducazione di tanti che sversano illegalmente immondizia e materiali di risulta, alle estati polverose, la carreggiata non è asfaltata, e agli inverni nel fango, oltre al rischio rappresentato dal vicino corso d’acqua.

Cosa più grave in tutto questo, l’argine del canale che costeggia il tratto di strada. Sul lato destro i massi che imbrigliano il corso del fiume, l’antico argine artificiale, col tempo hanno cominciato a cedere ed in parte sono caduti proprio nel fiume ostruendo parzialmente il deflusso dell’acqua. La restante struttura e visibilmente minata alla base e minaccia di crollare col rischio di ostruire il percorso del Marra con un effettivo rischio di esondazione.

Via Mariconda10L’argine sinistro, in territorio di Pompei, appare solido, ma il fiume è stato convogliato sino ad un certo punto, poi si procede senza consolidamento e assolutamente senza parapetti o strutture di sicurezza.

«Questa è la condizione in cui versa la nostra strada, via Mariconda, comune di Pompei. – così una residente, che continua aggiungendo – Ormai i massi sono lì da due anni. Abbiamo chiamato i Vigili del Fuoco, che a dire il vero sono intervenuti, hanno costatato il danno ed il pericolo e ci hanno assicurato che avrebbero provveduto. Ma anche questa strada si è rivelata inutile per provare a risolvere le criticità di tutta l’area. La strada ormai sta cosi da quando hanno fatto i lavori per il fiume Sarno. Di tanto in tanto il titolare della palestra che si trova proprio all’imbocco della strada, a sue spese, fa intervenire una pala meccanica che risistema parzialmente il fondo stradale in terra battuta, ma basta la prima pioggia per ridurre il tutto in una palude di fango».

Via Mariconda6Non mancano episodi che hanno dell’inverosimile come quello raccontatoci da un altro dei pochi residenti della strada che ha visto uno dei figli attaccato dai tanti serpenti che in estate si riproducono proprio lungo l’argine del Marra. Il giovane avrebbe evitato il peggio rifugiandosi di corsa nell’abitazione paterna.

«Per segnalare le condizioni precarie dell’argine – aggiunge l’uomo –  abbiamo chiamato più volte l’Ente Bonifica a Nocera, i Carabinieri e i Vigili Urbani: quelli di Pompei si rifiutano di intervenire perché l’argine in questione non cade nel territorio comunale, quelli di Scafati non intervengono perché l’area ed i lavori sono di competenza della Bonifica e da Nocera non ci rispondo, ci rimpallano da un interno telefonico all’altro, ma alla fine cade sempre la linea. Nessuno ci ascolta».

Insomma una situazione insostenibile e pericolosa come ampiamente documentato dalle foto. Di certo non degna né di Scafati, né tantomeno di una città nota in tutto il mondo come Pompei, sul quale territorio comunale, in effetti, è tracciata la strada.

Abbandonati a se stessi, così si sentono i residenti che forse sommano troppi pochi voti per suscitare i famelici interessi della politica locale. « Solo perché si tratta di una stradina con solo due abitazioni, una fabbrica e una palestra non abbiamo il diritto di essere aiutati?»

Gennaro Cirillo

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