Napoli, Bagnoli: raid notturni, distrutte auto in sosta

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Ancora raid notturni ai danni di veicoli in sosta lungo sul lungomare di “Bagnoli”, in via Di Pozzuoli a Napoli. “Ancora” perché incredibilmente sono anni che attraverso il giornale denunciamo il vergognoso andazzo sottolineando l’alto numero di denunce formali pervenute al commissariato di polizia posizionato a poche decine di metri dal sito.

Balordi nella notte devastano auto in sosta per pochi spiccioli e i residenti si trovano la mattina dopo a fare i conti con danni ingenti o in alcuni casi con il veicolo reso inutilizzabile per l’incursione subita. Lo stesso veicolo che nella stragrande maggioranza dei casi è utilizzato dalla vittima per recarsi a lavoro o accompagnare i figli a scuola. Insomma a pagare è sempre la gente onesta, il contribuente lasciato in balia degli eventi.

Perché sia chiaro che tenere l’auto in garage o fittare un box costa caro a Bagnoli e a Napoli in generale: sul budget di una famiglia monoreddito di questi tempi è praticamente impossibile aggiungere una spesa che delinquenti senza scrupoli stanno rendendo paradossalmente indispensabile. “Sono teppisti della zona e rom … Basterebbe poco a prenderli … chi sa se poi il fenomeno tanto dispiaccia ai proprietari dei garage nella zona …..”: questo si mormora tra i vicoli di una Bagnoli violentata da politiche industriali scellerate che sogna una “città futura” subendo quotidianamente quella attuale.

Ci chiediamo allora quanto ancora i signori politici vorranno offendere l’intelligenza dei napoletani onesti, quante inutili e dispendiose militarizzazioni la città dovrà subire e soprattutto quanto si voglia ignorare la necessità di occupazione e di sana aggregazione sociale anelate per decenni dalla comunità. Con De Luca che in qualità di governatore della Campania solo oggi parla di vergogna in merito alla degenza degli ammalati su barelle al Cardarelli (evidentemente ignora le carenze degli altri nosocomi) e de Magistris troppo preso dalla campagna elettorale per le ormai prossime amministrative locali Napoli affonda in un guano di violenza e anarchia dalle ripercussioni gravissime sulla qualità di vita dei cittadini. Della serie: il tempo delle chiacchiere è veramente finito, interventi concreti e subito per restituire vivibilità e dignità alla capitale del mediterraneo.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.