Napoli, domenica in scena “Giuseppe Moscati, un lampo nell’eterno”

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A distanza di 95 anni dagli insegnamenti di Giuseppe Moscati, proclamato beato il 16 novembre 1975 dal pontefice Paolo VI, va in scena domenica 17 aprile 2016 (repliche dalle ore 18:30) lo spettacolo storico itinerante “Giuseppe Moscati, un lampo nell’eterno” ideato dall’Associazione Culturale NarteA all’interno del Complesso degli Incurabili di Napoli. La pièce teatrale scritta e diretta da Febo Quercia, con l’interpretazione di Raffaele Ausiello, Stefano Ferraro, Irene Grasso e Chiara Mazza, è in collaborazione con il prof.re Gennaro Rispoli, presidente del Museo delle Arti Sanitarie, che ha collaborato per la realizzazione della Fiction Rai con Beppe Fiorello.

“Oggi Napoli ha perduto un grande medico, ma i poveri hanno perso tutto”. Viene accolta così la notizia della morte di Giuseppe Moscati, uomo di fede e di scienza, esempio di carità cristiana e grande innovatore nel campo della medicina e della ricerca. Moscati verrà proclamato santo nel 1987 per il coraggio mostrato non solo nelle circostanze eccezionali, come l’eruzione del Vesuvio e l’epidemia di colera, ma soprattutto per quanto dimostrato nelle sfide di tutti i giorni, nella dedizione disinteressata verso malati e poveri.

“Giuseppe Moscati, un lampo nell’eterno” farà rivivere nel museo e nelle sale Moscati, oltre che nella Farmacia storica del Complesso degli Incurabili, la vita di un uomo che resterà impresso nell’eternità, poiché “non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo […]; e solo pochissimi uomini sono passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell’eternità della vita…”.

Non molti, a dire il vero, conoscevano Moscati: la maggior parte si accontentò di veder confermato un punto essenziale dell’insegnamento conciliare, ossia che anche i laici sono chiamati alla santità e possono realizzarla nel mondo attraverso l’esercizio della loro professione secolare; qualcuno ne sapeva di più e poteva predicare a lungo sulle particolari virtù di questo “nuovo Santo”; pochi sono stati disposti a confrontarsi con un dato irriducibile: la concezione di laicità vissuta e difesa da Moscati. Il suo amore fu per tutti i bisognosi, la sua coerenza evangelica fu emblematica, il sacrificio di sé fu ammirevole. Moscati non ebbe limiti, non rispettò distinzioni.

Limitarsi a credere o meno alle sue gesta, non impegna la persona nella sua responsabilità verso l’eternità, dove siamo destinati in ogni caso a vivere. Moscati vedeva questo “limite” accettato da tanti uomini, ne soffriva e andando controcorrente, seguiva la Verità, senza cedimenti o compromessi o reticenze. Il suo modus vivendi fu imperterrito: “Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.”

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