Quando il calcio scivola sull’ironia…

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Stazione Circumvesuviana Pompei Scavi – Villa dei Misteri, ore 9:00 del mattino. Il treno arriva sferragliando da Sorrento col suo carico di turisti e vacanzieri. Nell’aria odore di pulito, il pavimento da poco lavato ancora bagnato… un cartello avvisa del pericolo. Ma c’è qualcos’altro in tanti passano, guardano e ridono.

Mi fermo, osservo per capire, leggo la seguente dicitura: “Attenzione pavimento bagnato se scivoli rigore per la Juve”. Qualcuno, probabilmente un tifosissimo del Napoli, alla scritta regolamentare di avviso pericolo ha avuto la geniale idea di aggiungere uno sberleffo.

Rido anche io e penso che una risata ha il potere di seppellire le cose più brutte, per rispolverare i sentimenti più belli.

In questa stazione ho la conferma che questo felice adagio trova veritiera applicazione anche in un contesto che negli ultimi anni è diventato assai brutto: Il gioco del calcio.

L’esasperata competitività delle società, i sempre maggiori interessi economici, il pessimo gioco, la poca sportività delle squadre, il calendario spezzatino, le dirette dagli spogliatoi, le dichiarazioni fuori luogo, i silenzi stampa, gli esoneri a raffica, il doping, le scommesse, la corruzione, il razzismo, l’omofobia, le violenze, i lutti… tanti sono gli orrori e gli errori che hanno reso pressoché deserti gli stadi italiani, un tempo regni di esuberante passione popolare.

Però la sana ironia di una risata ha il potere di seppellire tutte queste cose orrende e, come per incanto, può farvi tornare la speranza e l’interesse per un mondo avvelenato ma, tutto sommato, ancora vivo.

Una risata genuina, di cuore, spontanea, scaturita da uno sfottò allusivo, sagace ma non certo offensivo o lesivo della dignità altrui. Una canzonatura che aspetta solo la degna e proporzionata replica dell’omologo avversario, che mai deve essere considerato un nemico.

Ferdinando Fontanella

Twitter: @nandofnt

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