Raid alla “Sanità”, svolta nelle indagini: un boss scampa all’agguato

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Svolta nelle indagini sul raid mortale compiuto contro esponenti del clan di camorra dei Vastarella al rione “Sanità” di Napoli lo scorso 22 aprile. Un boss presente al momento dell’agguato sarebbe riuscito a sfuggire ai sicari dileguandosi rapidamente prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Gli investigatori avrebbero già un nome da associare alla figura di quello che radio mala già definisce “miracolato”. Forse una reazione fulminea e una corsa verso l’esterno dell’uomo potrebbero aver impedito ai killer di centrare un altro bersaglio di rilievo a giudicare da alcune indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi. Una particolare è chiaro ormai a tutti: è guerra aperta tra clan.

A qualsiasi ora del giorno e ovunque in città (dato da non sottovalutare) “squadrette” armate a bordo di scooter cercherebbe esponenti di clan rivali per regolare nel sangue dissidi storici in nome di un riciclo generazionale che ha ormai investito tutto il “sistema partenopeo”. Proprio il presunto boss sfuggito all’agguato alla Sanità potrebbe aver visto in faccia i killer ed essere in procinto di organizzare a sua volta una vendetta mirata contro esponenti di spicco di sodalizi avversi.

Il dramma è che nel contempo il quartiere, tanto per cambiare, vive un’atmosfera da coprifuoco con i residenti terrorizzati dall’idea di potersi trovare al posto sbagliato nel momento sbagliato. A Napoli si parla di camorra spietata ogni giorno mentre i signori politici si affannano, improvvisamente per chi crede ancora alle casualità, a parlare di carenze organiche nell’organigramma del Comune e di prossime assunzioni fiume anche nei vigili urbani.

Il candidato a sindaco di Napoli Gianni Lettieri alla vigilia delle ormai prossime amministrative locali ha definito la gestione della città da parte di de Magistris (attuale primo cittadino) “una chiavica” durante un comizio a Bagnoli mentre Valeria Valente (altro candidato a sindaco) è stata palesemente contestata dai movimenti per Bagnoli in occasione sempre di un incontro pubblico nella zona. Eppure tutti senza escludere nessuno promettono una città nuova al passo con l’Europa e pronta a risolvere in breve ogni problema o inefficienza.

Qualcuno direbbe: e qui fu Napoli. Intanto per strada si continua a sparare: sull’asfalto giovanissimi abbandonati dalle istituzioni e facili prede di una camorra mai tanto potente come in questo frangente storico. I giovani, tanti giovani talenti lasciano Napoli commentando con tristezza: “Se non appartieni a qualcuno e meglio che te ne vai. Allora tenetevela questa città di immondizia e camorristi”. Una simile esternazione dovrebbe scuotere le coscienze di tutti e togliere il sonno…ma a Napoli purtroppo così non è.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.