Caso Loffredo, chiesta la riesumazione di Antonio

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Parco_Verde_Caivano“Giustizia per Chicca, ma anche per Antonio Giglio”. Con queste parole l’avvocato della famiglia Loffredo, Angelo Pisani, ha annunciato che chiederà la riesumazione del corpo del bambino di 4 anni, precipitato il 27 aprile 2013, in circostanze ancora misteriose, dalla finestra dell’abitazione dei nonni materni, al settimo piano dell’isolato 3 del Parco Verde di Caivano, un anno prima che la piccola Fortuna salutasse la vita.

Antonio Giglio era ancora più piccolo di Fortuna, aveva 4 anni quando è volato giù dal settimo piano dello stesso palazzo dove si è consumato l’omicidio di Fortuna, il cui presunto assassino è il convivente della madre di Antonio. Per la sua morte la donna è indagata per omicidio colposo. Dalle intercettazioni sul caso Loffredo emergono però particolari discordanti. L’inchiesta che ha portato all’arresto di Caputo, poi, potrebbe allargarsi: l’ipotesi è che ci sia un giro di pedofili.

Le indagini sull’omicidio e sugli abusi sessuali di cui la bambina di 6 anni è stata vittima, infatti, hanno sì portato all’arresto del 44enne Raimondo Caputo, ma non hanno ancora chiuso il cerchio su quanto avvenuto negli ultimi anni nel Parco Verde, “parco degli orrori” di Caivano, come è stato definito. Occorre ancora fare chiarezza sul presunto giro di pedofili coperti da quanti, in quegli appartamenti, sapevano e non hanno detto nulla e sulla morte del bambino per la quale è indagata la mamma, Marianna Fabozzi che risponde di omicidio colposo.

Antonio Giglio è morto a 4 anni, a causa dei gravissimi traumi riportati cadendo al suolo da una finestra dell’abitazione della nonna, madre di Marianna Fabozzi. Già il 17 settembre 2014, pochi mesi dopo la morte di Fortuna Loffredo, l’avvocato Pisani depositò presso la Procura di Napoli Nord tre filmati in cui altrettanti testimoni parlavano proprio di quello che era accaduto al piccolo Antonio. Affermando che anche lui, proprio come Fortuna (compagna di giochi della sua sorellina), non era morto in modo accidentale.

La più grande paura dell’avvocato, della famiglia Loffredo e i chiunque segue questa vicenda è che ci si trovi di fronte non solo caso singolo di violenza ma che la macchia sia molto più larga, si è parlato di altre ombre dietro le violenze sessuali sui minori del parco Verde.  L’inchiesta potrebbe presto allargarsi anche ad altri inquilini del palazzo, non solo Caputo e compagna; c’è infatti la vicenda riguardante Salvatore Mucci, colui che per primo soccorse Fortuna e la portò in auto, agonizzante, in ospedale. Mucci è stato arrestato nel dicembre 2014 per abusi sessuali sulla figlia di 12 anni; pochi mesi dopo toccò alla compagna, accusata dello stesso reato. C’è poi la stessa convivente di Caputo già da mesi agli arresti domiciliari per concorso in abusi sessuali ai danni di una delle tre figlie, in quanto avrebbe sempre assistito al violenze di Titò senza denunciare nulla. In totale sono almeno cinque i bimbi dello stabile vittime di abusi.

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