Caivano, caso Fortuna: probabili altri pedofili al Parco Verde

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Fortuna-LoffredoOgni giorno si arricchisce di novità l’indagine relativa all’uccisione di Fortuna Loffredo e Antonio Giglio, i due bambini di sei e quattro anni deceduti a distanza di un anno dopo essere precipitati dall’ottavo e dal settimo piano della stessa abitazione.

Secondo le Procure di Napoli e Napoli Nord, dietro questi due omicidi, c’è una rete di pedofili che di conseguenza collega le due morti (ipotesi che inizialmente veniva esclusa) a causa delle analogie che sono presenti nei due casi.

La piccola Fortuna, secondo l’accusa, era stata vittima di violenze sessuali all’interno del Parco Verde dove lei stessa risiedeva. Dopo aver rifiutato l’ennesimo tentativo di violenza da parte di Raimondo Caputo, vicino di casa, è stata gettata dall’ottavo piano. Tuttavia, che la bambina avesse iniziato a nutrire preoccupazioni e paure nei confronti dello stabile nel quale abitava si è notato anche dai disegni che quest’ultima faceva a scuola.

Dieci fogli ricchi di figure nei quali, secondo il perito, la bambina ha cercato di manifestare tutta la sua insofferenza, ha cercato di far capire al mondo le sue terribili avventure disegnando con insistenza figure femminili come se fossero per lei una minaccia, finestre con le sbarre, case senza porte, e soprattutto le trombe delle scale dove presumibilmente subiva la violenza.

Ma ancora: secondo i periti che hanno studiato il caso, la bambina utilizzando i colori vivaci nel disegnare la sua abitazione voleva esprimere rabbia, eccitazione, aggressività. “La morte della piccola Fortuna è solo la punta di un iceberg che potrebbe riaprire anche l’indagine sulla morte di Antonio” affermano oggi i legali della famiglia; ma per ora l’unico fascicolo aperto sulla caduta del bimbo dalla Procura di Napoli – sostituto Urbano Mozzillo coordinato dall’Aggiunto Vincenzo Piscitelli – è per omicidio colposo a carico della madre, compagna di Caputo, tuttora ai domiciliari per complicità con il convivente negli abusi subiti dalla figlia di 3 anni.

Non c’è ancora nessuna novità per quanto riguarda la possibilità di riesumare il corpo del piccolo Antonio morto un anno prima di Fortuna anche perchè a tre anni dal decesso risulta complicato evidenziare alcune possibili violenze sessuali.

Tuttavia, con l’arresto di Caputo si è potuto notare come constatare come ci siano state altre vittime delle violenze, per esempio le tre figlie della compagna che poi sono state allontanate dal Parco Verde. Ma non si esclude che all’interno di questa zona di Caivano, possano esserci ancora altri pedofili: basti pensare semplicemente che altri due inquilini dello stesso palazzo sono stati arrestati per abusi su minore.

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