Saviano, domenica in scena “E fuori nevica!” nell’Auditorium Falcone e Borsellino

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8 maggioChiude il sipario sulla Rassegna teatrale; ultimo appuntamento per poi ripartire nella prossima edizione. “…E fuori nevica!” è una commedia scritta nel 1995 da Vincenzo Salemme su un’idea di Enzo Iacchetti.

È il lavoro, per la regia di Gianni Parisi, proposto dal gruppo teatrale “ Gli amici del Sig. G”, gruppo proveniente da San Gennarello di Ottaviano, che chiuderà la XII edizione, Rassegna città di Saviano dedicata la teatro. Sulla scena saranno sì solo quattro i protagonisti ma la vivacità del racconto è sconvolgente: Luigi De Risi, Felice De Falco, Alfonso Annunziata e infine Antonio Franzese; questi i nomi degli attori.

La commedia diretta e interpretata dallo stesso autore, è stata rappresentata in due diverse edizioni la seconda con Maurizio Casagrande nel ruolo del notaio, Carlo Buccirosso e Nando Paone. “Habblate!” che nella traduzione dallo spagnolo significa “Parlate!” è una parola che il personaggio del notaio butta lì a caso e genererà degli studiati effetti comici, più che esilaranti equivoci.

Protagonisti della vicenda sono tre fratelli, che si ritrovano dopo la morte della madre per prendere visione del testamento. I protagonisti del racconto scenico sono Francesco detto Cico, il fratello malato mentale, Enzo, che crede essere un grande cantautore; è andato via di casa in giovane età, e Stefano Righi, che è in perenne inquietudine; ha una fidanzata, che non conosce abbastanza per una serie di circostanze, con la quale si dovrebbe sposare. Enzo è preda del vizio, del gioco, delle scommesse, dove sperpera indebitandosi.

Nel finale, si scopre che la loro madre è morta per un’overdose di morfina. Enzo e Stefano si rivolgono così al notaio di famiglia, a cui manifestano l’episodio. In seguito Cico terrà, per un poco, in ostaggio il notaio, intimidendolo con la pistola del padre ex-comandante di polizia, scomparso anch’egli. E così Enzo e Stefano decidono di proteggere il loro fratello ma al tempo stesso riconoscono con preoccupazione la sua pericolosità sociale. La decisione è di rinchiuderlo in una clinica.

Cico, non gradisce affatto la soluzione; ha qualche, sì problema di comprensione ma per le cose che gli riguardano da vicino è tutt’altro che sprovveduto; nella sua comunque follia vuol restare assieme ai fratelli; in tal modo compie così qualcosa di atroce. La commedia che vive la sua comicità si troverà sì ad una svolta nel suo epilogo, un improvviso imprevisto che cade raggelando il clima della narrazione. Tutto ci sarebbe aspettato; ma non la morte di tutti i protagonisti della vicenda.

L’opera che è una commedia dinamica si trova a vivere, nel finale, la sua situazione di improvvisa staticità eterna, quella di un omicidio: la terribile soluzione, del personaggio di Cico, è ottenuta nell’inserire, in dei bicchieri, una dose mortale di morfina. Nello spettacolo vi sono alcuni personaggi che vengono citati ed hanno la loro vitale importanza nel racconto ma non compaiono,incredibilmente, mai in scena: è il caso di Giacomo Furia, l’allibratore clandestino, un omaggio ad un noto attore, Nora sopranominata “Bambola”, “fidanzata” di Stefano, la signora Vitiello, Gertrude Hammenheimer, la mamma di Nora ed altro.

Vengono indicati anche quattro cavalli in gara nelle sfide su cui l’allibratore clandestino Furia fa azzardare e che hanno nomi più che caratteristici. Inoltre, vengono menzionati nello svolgimento della trama: l’illusionista David Copperfield, la modella Claudia Schiffer e infine il conduttore Pippo Baudo. Ricordiamo che vi è stata anche una trasposizione cinematografica di questa commedia: già Salemme annunciò una versione cinematografica. Le riprese iniziate, a Napoli, nel settembre 2013 sono state completate il 10 ottobre dello stesso anno; il film invece, nel mese di ottobre 2014, è uscito nelle sale italiane.

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