Napoli, camorra: scritte sui muri per anticipare sentenze di morte

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poliziaFrasi in codice sui muri e murales per dialogare tra baby boss o inviare messaggi : questo quanto trapelato da delicatissime indagini che cercano di far luce sulla nuova ondata di violenza che ha investito l’intero territorio partenopeo.

Scritte spesso da leggere al contrario : ad esempio “ ti amo” scritto sui muri del palazzo di un rivale equivarrebbe alla condanna dello stesso, oppure il nome di un neo melodico popolare scritto a caratteri cubitali indicherebbe la presenza nello stabile di un “cantante” che nel gergo della camorra vuol dire pentito. Cambiano dunque le fenomenologie comportamentali dei nuovi ras che si contrappongono alle vecchie famiglie per il controllo degli affari illeciti in città.

A complicare ulteriormente un quadro di per se già avvilente le fiction ( sistematicamente travisate nella finalità) che narrano di camorristi, sparatorie e soprattutto dello strapotere raggiunto da giovanissimi e spietati boss.

Insomma l’apoteosi dell’inciviltà e del regresso a cui lo Stato continua a rispondere in modo inefficace e lassista. Ormai è scontato come certi ambienti non vengano neanche scalfiti da determinate problematiche : massoni, cattivi politici e imprenditori collusi hanno veramente poco a che vedere con le ambasce della gente comune, di chi fatica a mettere onestamente insieme pranzo e cena dimenticato dalle istituzioni. In questo sfacelo Napoli si prepara a vivere le ormai prossime amministrative locali e francamente a giudicare dai fatti c’è veramente poco di cui essere allegri.

La cabina di regia della nuova camorra sarebbe ubicata a Secondigliano : strapotere economico, centinaia di affiliati e santa barbara degna di un esercito regolare rendono il “sistema ” di Secondigliano egemone e difficilmente attaccabile da parte dei sia pur agguerriti clan del centro.

La gente onesta continua a sperare di non trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato : killer giovanissimi e spesso già consumati cocainomani ( il che è tutto un programma) non si creano alcuno scrupolo a sparare ovunque e a qualsiasi ora del giorno, fosse pure in prossimità di scuole elementari in orario di punta o tra la folla del centro. Si chiede alla gente di denunciare, di collaborare con le forze dell’ordine : ma il muro d’omertà eretto ad arte dalla camorra sembra difficile da sradicare soprattutto su un territorio in cui spesso la malavita è talmente collusa con chi dovrebbe tutelare l’onesto contribuente da faticare persino a riconoscerla.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.

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