Cava de’ Tirreni, il sindaco vieta le luminarie

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cava-de-tirreniRiceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Alfonso Senatore un comunicato da Cava de’ Tirreni relativamente al diniego da parte del sindaco di illuminare i portici metelliani, in onore di S. Antonio. Di seguito il comunicato:

 

“A Cava de’ Tirreni, in data 30/03/c.a. padre Luigi Petrone (fra Gigino) così come ogni anno richiese l’autorizzazione – occupazione pubblica per l’ illuminazione, – a spese del Monastero Francescano, – delle seguenti strade:

piazza s.Francesco, via Biblioteca Avallone, piazza Eugenio Abbro; piazza Duomo, c/so Umberto I^, (da hotel Victoria fino a piazza S.Francesco); corso Giuseppe Mazzini, (da Epitaffio fino all’ Hotel Victoria), con la allegazione di tutta la relativa e prevista documentazione legale.

Ora, anche le bellissime luci, quelle che ogni anno illuminavano i portici metelliani, in onore di S. Antonio, subiscono il divieto del Sindaco, scristianizzato che ancora una volta ha ripetuto l’allucinante frase “Qui comando io”e né i fuochi, né le luci si dovranno fare.

Eppure nell’ultima seduta consiliare del 21 aprile, forse, o senza forse, intimorito dalla presenza di più di mille persone, ebbe a dire che la illuminazione della Città l’avrebbe concessa.

Questo che apparve un messaggio distensivo, mirante  alla riapertura di  un proficuo dialogo riappacificatorio con la Città, fece si che sia la raccolta di firme fosse sospesa, così come le azioni giudiziari.

Invece, fu tutta una farsa, una pavida ritirata strategica, e, difatti, la menzogna è balzata agli occhi di tutti allorché l’onnipotente Sindaco ha ripronunziato  la fatidica frase “Qui comando io e non si farà nulla”.

Mancherebbe  solo che aggiungesse  la ulteriore frase della famosa canzone: “E questa è casa mia”.

Neppure il Vescovo è riuscito a far rinsavire il sindaco , “preda di un disturbo da poltrona con mania di onnipotenza politica”, che sta portando la Città, allo sbando e verso un baratro dal quale difficilmente si potrà risalire.

Fra Gigino, da uomo di Chiesa ,  che ha sempre perdonato tutti quelli che gli hanno fatto del male era pronto, anche questa volta  a fare la stessa cosa,  che peraltro  ha sempre fatto, ma l’attacco ora si sposta dalla sua persona e dai Santi in onore dei quali tutto si celebra, alla Chiesa intera, per cui sia la raccolta di firme, (allo stato circa 8.000mila firme), sia le azioni giudiziarie,  proseguiranno con il deposito degli atti davanti alle Autorità competenti, lunedì mattina, e la fissazione della causa che si terrà il giorno 01/06/c.a., davanti al Tar di Salerno, volta ad ottenere l’annullamento dei dinieghi e la condanna al risarcimento dei danni, specie quelli causati alla Città intera che è attonita nei confronti di un comportamento così assurdo, illogico, immotivato e  in palese violazione di legge, per manifesto e conclamato  abuso di potere e di ufficio”.

Alfonso Senatore

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