Degrado senza fine a Bagnoli, più giù di così proprio non si può

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bagnoliDegrado senza fine a Bagnoli. L’esasperazione causata dalla spaventosa recessione economica in atto a livello nazionale, l’inoccupazione e la mancanza di adeguati interventi istituzionali peserebbero oltre modo sulla qualità d’esistenza della periferia partenopea.

Persone pronte a tutto pur di sopravvivere: secondo alcune indiscrezioni, insospettabili casalinghe adescherebbero nei mercatini rionali del posto potenziali clienti per poche decine di euro.

Location degli incontri a pagamento alberghetti della zona che in molti casi registrerebbero i dati dei soggetti in modo da snellire poi successivamente i tempi di transito in portineria. Una sorta di “schedatura” delle massaie a pagamento e dei clienti: un fenomeno vergognoso che sembrerebbe riguardare anche fasce cosiddette non a rischio della comunità.

Sarebbero infatti state notate alcune mogli di noti commercianti e professionisti che pur di mantenere un elevato tenore di vita sarebbero pronte a mercanteggiare il proprio corpo con clienti d’elite, ovvero in grado di offrire compensi superiori alla media di mercato.

E non finisce qui: in alcuni casi le donne fungerebbero anche da intermediari della camorra, incontrando latitanti o personaggi a rischio a cui consegnare “pizzini” da parte di boss della zona. Il malaffare è talmente diffuso nell’area compresa tra Bagnoli, Cavalleggeri, Pianura, Agnano e Soccavo da faticare a volte persino a distinguere il lecito dall’illecito soprattutto in relazione ad attività imprenditoriali.

Ancora, c’è chi già parlerebbe di foto compromettenti, filmati girati  all’insaputa delle vittime che verrebbero poi ricattate da individui senza scrupoli e costrette a pagare perché i propri cari non vengano a conoscenza di certe scabrose realtà.

Un quadro ghettizzante, un contesto oppresso da mille problematiche sociali e violentato da politiche industriali scellerate che hanno irreparabilmente inquinato  i luoghi con particolare riferimento all’arenile e al litorale di Bagnoli.  Eppure incoscientemente la gente continua a tuffarsi in acque non balneabili e a frequentare spiagge interdette al pubblico dove non è consentita l’elioterapia.

In questo marasma ci si vende per pochi spiccioli pur di sbarcare il lunario o, nella migliore delle ipotesi, potersi permettere un capo di lingerie di qualità migliore. In sintesi: più giù di così proprio non si può.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.