Caso Loffredo, spunta la pista pedopornografica

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Parco_Verde_Caivano caso LoffredoGli omicidi di Caivano, della piccola Fortuna Loffredo e di Antonio Giglio, aprono una voragine sempre più profonda con scenari ancora più orridi di quelli finora portati alla luce.

Nell‘omicidio di Fortuna Loffredo spunta la pista della pedopornografiia. Video e foto degli abusi venduti a prezzi nemmeno tanto elevati nello stretto giro degli «orchi» che ruotano ancora intorno al parco Verde di Caivano e in quelle metastasi edilizie che sono i quartieri della ricostruzione post terremoto dell’hinterland. Ipotesi prese in considerazione dagli inquirenti nelle prime fasi delle indagini, e poi lasciate cadere perché allora non furono trovati riscontri: ora invece una prima conferma arriva dall’avvocato Paolino Bonavita, che da una settimana ha assunto la difesa di Raimondo Caputo, unico indagato per gli abusi e l’omicidio di Fortuna Loffredo. E quanto scrive Il Mattino.

«Nel corso delle indagini difensive – dice il legale – ci siamo imbattuti in elementi che portano verso la pista della pedopornografia, gestita da una rete di pedofili nel parco Verde, capaci anche di depistare gli inquirenti, creare ad arte prove false e individuare come colpevoli persone che non hanno nulla a che fare con loro. Perché il business è davvero più remunerativo dello spaccio di droga». Il legale lascia intendere che il suo assistito sarebbe finito in una trappola preparata ad arte per tenere al riparo la rete dei veri pedofili.

 

Intanto, nella giornata di ieri, si è svolto nel Parco Verde di Caivano il corteo che ha attraversato le strade della cittadina per ricordare la piccola Fortuna Loffredo, precipitata da un balcone dopo aver subito violenza sessuale.
E’ il sindaco di Caivano, Simone Monopoli, a stigmatizzare la scarsa partecipazione: “La gente è sfiduciata nelle istituzioni.
E non crede più a qualsiasi cosa”. Lo stesso primo cittadino punta l’indice contro l’assenza di parlamentari e dei rappresentanti di altre istituzioni: “Ho scritto a tutti da almeno 15 giorni e non ho ricevuto alcuna risposta”. I veri protagonisti di questo corteo, come sempre, sono stati i bimbi, alcuni piccoli amici di Fortuna che giunti sotto al palazzo dove si è consumata la tragedia hanno liberato centinaia di palloncini bianchi e applaudito a lungo. Il sindaco di Caivano pensa a nuove iniziative per richiamare l’attenzione: si ipotizza l’istituzione di una ‘ambasciata dei bimbi’, una sorta di sportello che possa accogliere qualsiasi elemento di disagio.