Soccavo, rinvenuto kalashnikov con caricatore e proiettili

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armi sequestrate SoccavoRinvenute armi a Soccavo in via Croce di Piperno. La squadra mobile della questura di Napoli ha infatti sequestrato l’arsenale  in una pseudo stalla appartenente all’abitazione di Pietro Stefanelli, 32enne del  posto con precedenti per droga.

La santa barbara era composta da un fucile mitragliatore di fabbricazione turca, un fucile AK 47 Kalashnikov completo di caricatore e numerosi proiettili di vario calibro, circa 400. Gli inquirenti pensano che le armi possano essere state utilizzate negli ultimi raid messi a segno dalla camorra nell’area flegrea. Una zona calda scossa da baby boss pronti a tutto pur di monopolizzare il traffico di stupefacenti e l’attività estorsiva tra Pianura, Soccavo, Bagnoli, Agnano e Fuorigrotta. Ras poco più che ventenni, spesso tossicodipendenti, con un ascendete sui coetanei, anche provenienti da famiglie cosiddette per bene, enorme. La facile lusinga di ingenti guadagni alletta e abbaglia ragazzi che, ispirandosi a celebri fiction come Gomorra, travisano mostruosamente la realtà. Poco importa se poi per poche centinaia di euro o per una moto si muore ammazzati a 16 anni o si entra per un lunghissimo periodo nelle patrie galere.

Abbiamo ascoltato un giovane 23enne “simpatizzante” del sistema di Cavalleggeri garantendogli l’anonimato e il quadro emerso è avvilente. “Lo Stato non fa nulla per noi – ha precisato  il 23enne – come non ha fatto niente per mio padre morto di crepa cuore per aver perso il posto dopo una vita di onesto lavoro. Siamo stanchi di fare le vittime ed essere usati dai potenti: questa non è vita. Allora qual è il problema: non ci danno nulla? E noi ce lo prendiamo ugualmente, costi quel che costi. Tanto una volta si deve morire”.

Francamente, lo scrivente è rimasto attonito per diversi minuti pensando alla determinazione e alla rassegnazione di quel ragazzo dallo sguardo spento e feroce al tempo stesso. In certe zone  le istituzioni hanno ucciso nel tempo le speranze della gente. Politiche industriali scellerate, prevaricazione violenta, mancanza di scolarizzazione, inoccupazione e disoccupazione. La camorra si ingrassa come una scrofa sguazzando nel fango dell’omertà , della collusione , della corruzione e soprattutto della mala fede di chi avrebbe dovuto  governare con coscienza e palesemente per decenni non l’ha fatto.

Vorremmo poter dire a quel giovane che si sbaglia, che le cose non stanno così. Ma lo Stato deve muoversi, adesso o mai più per ridare dignità e fiducia ad onesti contribuenti ostaggi del malaffare e del regresso sociale.

 

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.