Napoli, le mani del clan Giannelli sugli investimenti per Bagnoli

0
244

Bagnoli dal mareBagnoli: premiata, purtroppo, l’interpretazione investigativa avanzata da più di un anno dal nostro giornale che vede la camorra pronta a mettere le mani sull’enorme quantità di denaro stanziata per gli appalti di Bagnoli Futura.

Oltre 270 milioni di euro: un capitale che certamente il sistema tenterà di non farsi sfuggire e per il quale si è pronti a tutto pur di affermare la propria leadership criminale sul territorio. Oggi i mass media darebbero per certa quella che per noi è da tempo ipotesi fondata.

Distintosi particolarmente per determinazione e potere offensivo il gruppo capeggiato dal ras (attualmente detenuto) Alessandro Giannelli. Roccaforte di Giannelli, Cavalleggeri, dove il boss potrebbe contare su un vasto numeri di affiliati: alcuni fedelissimi avrebbero impresso in modo indelebile sul corpo il nome in codice di Giannelli e la data di nascita. Swazz ’78: una tatuaggio identificativo che suggellerebbe l’appartenenza a vita al giovane ma già temprato criminale.

L’area compresa tra Bagnoli, Cavalleggeri, Agnano, Pianura, Soccavo e Fuorigrotta è ormai teatro di agguati e rappresaglie quasi giornaliere. Non bastano le unità dell’esercito (ornamentali) ne le volanti dell’anticrimine  per arginare un cancro sociale che inesorabile continua a mietere vittime tra i giovanissimi. Ragazzi spesso sbandati, che lasciano la scuola e intravedono nella camorra possibilità di guadagno “facile” e acquisizione di prestigio nel quartiere.

A complicare le cose fiction come Gomorra, travisate dai giovanissimi che ormai conoscono a memoria battuta per battuta del copione ignorando però di contro nozioni elementari civili, come per esempio il nome dell’attuale Presidente della Repubblica o del Consiglio. Una sorta di coma vegetativo in cui le nuove leve galleggiano abbandonate dalle istituzioni e dal governo (sia centrale che locale).

I residenti vivono nel terrore di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, di venire ammazzati per sbaglio come camorristi solo perché rei, magari, di abitare in una zona calda di Napoli. In questo clima si stanno per svolgere le amministrative locali:  il prossimo sindaco dovrà assumersi un’enorme responsabilità dovendo governare una città in cui si fatica a distinguere spesso il lecito dall’illecito.

Solito copione, solito film: cambiano magari gli attori ma la trama resta miseramente uguale.

Alfonso Maria Liguori

Condividi
PrecedenteGragnano, Valle dei Mulini: “La Gori garantisca il deflusso vitale del Vernotico”
SuccessivoSvolta nelle indagini sull’omicidio di Pasquale Zito: la versione “passionale” non convince
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.