Il pentito Lo Russo allarga lo scandalo appalti ospedali

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policlinico lo russo appaltiTerremoto a Napoli negli ambienti ospedalieri: il pentito Mario Lo Russo (pezzo da novanta dell’omonimo clan meglio noto come “dei capitoni”)  parla come un fiume in piena del pizzo imposto alle ditte che operano nei principali nosocomi partenopei. Nello specifico i Lo Russo avrebbero gestito appalti al Policlinico, i Cimmino e Caiazzo al Cardarelli, Pascale e Monaldi.

Il collaboratore di giustizia ha poi evidenziato come i clan puntassero anche al controllo degli appalti nelle scuole e nelle università: mega lavatrici per il riciclo di denaro sporco di cui poter disporre a tutti i costi. Pensiamo al dramma delle piccole imprese che a prezzo di enormi sacrifici riuscivano ad aggiudicarsi lavori in enti cosiddetti sicuri per poi invece venire sistematicamente avvicinate dalla camorra che imponeva il pagamento del pizzo o, in alcuni casi, la cessione della stessa impresa. Ma il vero dramma non è questo: abbiamo intervistato alcuni infermieri e medici in servizio presso gli ospedali napoletani coinvolti nella vicenda (garantendo l’anonimato) e quanto hanno dichiarato getta l’onesto contribuente  nel più totale sconforto . “Hanno scoperto l’acqua calda: – ha precisato un camice bianco – sono anni che siamo vessati dalla camorra e da un distorto rapporto con colluse forze sociali senza le quali un trasferimento o una qualsiasi cortesia non la otterresti mai. La camorra non è contro gli ospedali ma dentro: a noi viene chiesto di fare gli eroi di frontiera ma non abbiamo né i mezzi né il materiale umano per contrastare lo strapotere del crimine organizzato che vanta rapporti eccellenti con la politica che conta e con i vertici aziendali”.

Più in basso di così proprio non si può. C’è ancora chi ha il coraggio di negare l’evidenza, di nascondere ai media la drammatica condizione in cui operano onesti medici e infermieri negli ospedali napoletani. Per non parlare poi dell’universo ASL e dell’altra spinosa questione dei favoritismi nei vari ambulatori disseminati sul territorio (e non solo). Non è ammissibile aspettare passivamente lo scandalo del momento per prendere atto di certe vergognose realtà che, come sempre sottolineiamo, non riguardano la Napoli bene che per i controlli sanitari o per sottoporsi ad un intervento chirurgico si rivolge alle migliori cliniche private più simili a residence a 5 stelle.

Della serie:  meno male che Napoli, secondo qualche politico attualmente in corsa per la poltrona di sindaco,  doveva essere capitale della solidarietà ed esempio di efficienza nei pubblici servizi. A questo punto ci sorge un dubbio: ma questi signori troppo presi dai loro interessi  non avranno confuso città?

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.