Napoli, frode da 48 mln di euro: 32 indagati nell’operazione “Vip”

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Frode fiscale da oltre 48 milioni di euro nel commercio di prodotti informatici ed elettronici: è scattata questa mattina l’operazione “Vip” della guardia di finanza. Risultano indagati, nell’ambito del procedimento, 32 persone raggiunte da un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip di Napoli ed eseguita dai militari, guidati dai comandanti Giuseppe Salerno ed Emilio Vitale.

L’operazione è il frutto di indagini complesse che hanno consentito di individuare un’associazione a delinquere, con base a Napoli e nell’hinterland laziale, finalizzata all’evasione tributaria attraverso il meccanismo della cosiddetta “frode carosello”. Il sodalizio sarebbe capeggiato da Vincenzo Porpora.

Secondo le indagini, nel periodo dal 2009 al 2013, l’architettura dell’associazione prevedeva la produzione di un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti per centinaia di milioni di euro utilizzando una filiera di società articolata su tre livelli.

Il primo anello della catena era costituito da decine di imprese che fungevano da “società cartiere” perché destinate a non presentare le previste dichiarazioni tributarie e a non versare all’erario le imposte dovute. Le società, intestate a “teste di legno”, erano deputate a documentare gli approvvigionamenti di prodotti informatici ed elettronici, senza inglobare nel prezzo la relativa aliquota Iva.

Il secondo anello del sistema era costituito da “imprese filtro” che acquistavano fittiziamente i prodotti dalle società cartiera e rivendevano gli stessi, calcolando anche l’Iva, e applicando un prezzo di poco superiore a quello di acquisto (e quindi, di fatto, sottocosto, tenuto conto dell’incidenza dell’Iva). In questo caso si trattava di “società schermo”, interposte tra le cartiere e i destinatari finali dei prodotti che si ponevano come vere realtà commerciali, non alterando la propria contabilità e rispettando tutte le scadenze e i passaggi di denaro.

Il terzo ed ultimo anello era costituito da soggetti commerciali che ottenevano i maggiori vantaggi economici dal complesso programma criminale poiché beneficiavano dell’accesso a forniture di prodotti tecnologici ed elettronici di largo consumo, scontando oltremodo gli stessi prodotti attraverso operazioni di acquisto, formalmente, ineccepibili.

Ecco l’elenco delle persone indagate:

  1. Ramona Gabriela Athias, nata in Romania, classe 1980;
  2. Nicola Avenia, nato a Pomigliano d’Arco, classe 1979;
  3. Arcangelo Barone, nato ad Aversa, classe 1955;
  4. Anna Calignano, nata a Napoli, classe 1951;
  5. Mario Cama, nato a Messina, classe 1953;
  6. Francesco Cammarota, nato a Napoli, classe 1975;
  7. Attilio Cratelli, nato a Roma, classe 1959;
  8. Antonio Corace, nato a Napoli, classe 1972;
  9. Maria Marta Corvo, nata a Lusciano, classe 1963;
  10. Michele De Santo, nato a Resina, classe 1935;
  11. Luigi Di Martino, nato a Napoli, classe 1946;
  12. Franco Fabeni, nato a Roma, classe 1937;
  13. Giovanni Fabiani, nato a Frascati, classe 1955;
  14. Vincenzo Frenna, nato a Napoli, classe 1953;
  15. Mario Granozio, nato a Salerno, classe 1948;
  16. Raffaele Meo, nato a Napoli, classe 1953;
  17. Antonio Moltelo, nato a Pomigliano d’Arco, classe 1969;
  18. Gaetano Monti, nato a Napoli, classe 1978;
  19. Emanuele Moscato, nato a Battipaglia, classe 1981;
  20. Alfredo Narciso, nato a Napoli, classe 1959;
  21. Salvatore Penniello, nato a Napoli, classe 1974;
  22. Vincenzo Porpora, nato a Napoli, classe 1971;
  23. Gennaro Protano, nato a Napoli, classe 1968;
  24. Angel Sanchez Perez, nato in Spagna, classe 1954;
  25. Damiano Segarelli, nato a Civitavecchia, classe 1980;
  26. Salvatore Sovereto, nato a Napoli, classe 1957;
  27. Lucianno Spalletti, nato a Roma, classe 1956;
  28. Paolino Saviano, nato a Napoli, classe 1941;
  29. Mariano Salvato, nato a Napoli, classe 1953;
  30. Salvatore Tarallo, nato a Catania, classe 1953;
  31. Giuseppe Tortoriello, nato a Napoli, classe 1960;
  32. Fiorina Vicinanza, nata a Salerno, classe 1989.