Napoli sotto shock, immigrato ruba pistola e la punta sulla folla

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centro direzionaleGli uffici del Centro Direzionale di Napoli stavano per aprire quando il panico ha colto i tanti impiegati che si stavano recando al lavoro. Ha seminarlo correndo tra i viali e impugnando una pistola un giovane africano. L’uomo pochi minuti prima, erano circa le 7.00, aveva sottratto l’arma ad un vigilantes in servizio nella zona.

L’uomo che sembra gridasse di voler fare una strage è stato bloccato poco dopo dalla Polizia prima che riuscisse a trasformare una torrida mattinata di luglio in una ennesima strage.

Si tratta di un giovane nigeriano, sbarcato due settimane fa in Italia, Gory Esefo (24 anni) incensurato in Italia e scappato dal centro di prima accoglienza di Favara (Agrigento).

Nel corso della folle corsa tra palazzoni e viali il nigeriano avrebbe tentato più volte di fare fuoco, ma la pistola, era senza colpo in canna.

centro direzionale 2Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane dinanzi alla stazione della Circumvesuviana ha dato uno spintone al vigilantes e poi ha preso l’arma. Quindi ha iniziato a correre lungo i viali dove affacciano i palazzi che ospitano numerosi uffici. Diverse persone terrorizzate si sono riparate negli androni dei palazzi, nei bar e nei locali pubblici. Sul posto erano presenti anche due carabinieri in borghese.

La polizia ha poi accertato che il giovane era già stato visto e nella giornata di ieri ed era stato notato per il suo comportamento a tratti assente.

centro direzionale 3Per poter neutralizzare il folle è stato necessario un breve inseguimento che ha portato gli uomini della Polizia a bloccato nei pressi della Chiesa del Centro Direzionale. E’ stato immediatamente chiamato il 118 per soccorrere la guardia giurata ferita e soccorrere alcuni passanti che hanno accusato malori o in stato di shock.

L’uomo, al momento, si trova negli uffici di polizia del Centro Direzionale, ma è sprovvisto di documenti. Sembra che avrebbe chiesto, senza ottenerlo, asilo politico, senza ottenerlo.

Per la Digos si tratterebbe del gesto di un disperato più che di una persona collegata con il terrorismo di matrice islamica.