Antiche Terme di Stabia: non c’è una data, riapertura in fase di stallo

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antiche_termeProseguono gli incontri presso il Comune di Castellammare di Stabia per definire la riapertura delle Antiche Terme di piazza Amendola.

Nelle scorse ore le organizzazioni sindacali, in rappresentanza dei lavoratori licenziati dopo il fallimento della municipalizzata “Terme di Stabia spa” e dei cosiddetti “stagionali” che prestavano servizio presso lo stabilimento del Solaro, si sono confrontate con il sindaco Antonio Pannullo, il vicesindaco Andrea Di Martino e il consigliere regionale Alfonso Longobardi.

Dalle indiscrezioni scaturite dalla riunione, nei prossimi giorni verranno effettuati prelievi per verificare la qualità delle acque minerali che sgorgano dalle fonti delle Antiche Terme di Stabia.

In attesa dei risultati, si sta ragionando sul modello da seguire per l’impiego dei lavoratori all’interno dello stabilimento. Ad essere coinvolte dovrebbero essere in totale 170 persone che presteranno servizio, a rotazione, fino al 31 ottobre prossimo.

Non c’è ancora una data certa per la riapertura, e due dei nodi da sciogliere riguardano personale e incassi. Sul primo punto sembra che il Comune sia propenso a consegnare agli ex termali un modulo da compilare, mentre i pagamenti dovrebbero avvenire tramite voucher.

Più complicata la questione degli incassi. L’ingresso dovrebbe essere libero, almeno nei primi giorni, per dare un segnale di ripresa del termalismo alla città. Subito dopo, quando l’entrata sarà a pagamento, non è ben chiaro chi gestirà tali introiti in quanto il Comune non ne è in grado a livello fiscale. Una delle ipotesi potrebbe essere quella di affidare a terzi tale servizio.

La problematica del termalismo, intanto, continua a muoversi tra buone e cattive notizie. Se da un lato, infatti, pare che la Regione Campania abbia finalmente riconosciuto la validità della concessione delle fonti “Vanacore”, che si trovano proprio all’interno delle Antiche Terme, dall’altro già tre ex lavoratori hanno perso il sussidio Naspi, ovvero l’indennità di disoccupazione.