Parla la mala di Secondigliano: “Siamo abituati a guerre e sangue”

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secondigliano tatuaggioViaggio all’interno della mala di Secondigliano: abbiamo intervistato, garantendo l’anonimato, alcuni simpatizzanti del gruppo Vanella-Grassi e le dichiarazioni sono state disarmanti: “Secondigliano regna – hanno esordito spavaldi i ragazzi – e chi pensa che, con l’arresto del boss Umberto Accurso, la Vanella sia in declino non ha capito niente. Siamo tanti e determinati ad imporci nello scacchiere malavitoso di Secondigliano. Siamo abituati alle guerre e al sangue perché in queste realtà ci siamo nati e cresciuti.

Gli scissionisti rappresentano per noi il coraggio di chi non vuole stare sempre sotto un padrone che si arricchisce  lasciando le briciole agli altri”.

Parole forti che  sottolineano tristemente la rassegnazione e la rabbia di chi è cresciuto in bare di cemento senza colore abbandonato dalle istituzioni.  Abbiamo chiesto ai ragazzi cosa rappresentasse per loro lo Stato: “Lo Stato? E chi l’ha mai visto. Qua vediamo solo guardie e anche sulle guardie ci sarebbe da dire molto. Mentre alcune fanno il loro dovere altre colpiscono solo i pesci piccoli e mai i vertici del sistema. Qua tutti sappiamo che chi ha più denaro comanda: donne, macchine di lusso e rispetto si conquistano con le carte di cento euro in tasca. E’ facile giudicare dall’esterno, puntare il dito quando non si ha lontanamente idea di cosa significhi nascere e vivere in certe realtà dove se solo provi a ribellarti al sistema sei morto e la tua famiglia deve lasciare per sempre il posto. Qui parliamo di centinaia di affiliati, di gruppi di fuoco in possesso di armi da guerra e di un potere economico inimmaginabile.

I politici li vediamo solo in periodo elettorale con soldati e vedette: i boss ci fanno affari, appalti e intrallazzi che a noi restano però ignoti. Chi comanda a Scampia? Il denaro. Non importa da che parte arrivi, basta che sia tanto. Cosa ci aspettiamo dalla vita? Quello che ad oggi ci ha offerto, niente. Ognuno di noi ha perso amici e parenti, morti ammazzati nella guerra di camorra tra scissionisti e Di Lauro: quando c’è il sangue a terra non si dimentica, è questione solo di tempo ma chi ha sbagliato paga sempre”.

Avviliti e sgomenti dalla decisione dei toni di giovani poco più che adolescenti, rivolgiamo un pensiero ai politici corrotti, ai potenti, massoni e imprenditori collusi, sulle cui coscienze gravano migliaia di giovani vite stroncate dall’efferata violenza della camorra.

Se c’è un Dio queste persone avranno un giorno veramente tanto di cui dare conto e noi con loro, troppo spesso testimoni omertosi di barbarie sociali e sconci civili che umiliano la dignità e annullano le speranze di essere umani rei solo di essere nati in contesti sbagliati.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.