Stava riparando un Frecciarossa, muore folgorato operaio 31enne

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depositi manutenzione frecciarossaUn operaio di 31 anni, Vincenzo Viola, addetto alla manutenzione nell’impianto di Trenitalia a Napoli Gianturco, è morto folgorato la scorsa notte durante il proprio turno di lavoro.

Subito i suoi colleghi – riferisce la Fit Cisl Campania – hanno fermato le lavorazioni per un’ora in segno di cordoglio e “per sensibilizzare azienda, istituzioni e forze politiche”.

L’incidente é avvenuto in uno dei capannoni destinati da Trenitalia ad aree di deposito e alle operazioni di manutenzione. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del fuoco e la Polizia Ferroviaria che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente. È scattata anche un’indagine interna.

L’operaio stava lavorando alla riparazione di un treno Frecciarossa all’una di notte. Viola era sul tetto del treno, per riparare il pantografo, il braccio che collega il treno con i cavi dell’alta tensione. Incomprensibile l’incidente dato che a quell’ora la corrente ad alta tensione sarebbe dovuta essere disattivata. Infatti le operazioni di manutenzione e di riparazione dei guasti avvengono di notte proprio perchè i treni Etr 500 viaggiano dalle 6 del mattino alla mezzanotte.

Una morte violenta ed atroce quella di Vincenzo Viola che non appena toccati ci cavi dell’alta tensione è morto sul colpo a causa dell’alto voltaggio che raggiunge i 3000 Volt. Ma la cosa più raccapricciante che ha lasciato sotto shock i colleghi che hanno assistito, è stato il fatto che l’elevata tensione ha fatto si che il corpo della povera vittima prendesse addirittura fuoco. Gli stessi colleghi hanno usato cinque estintori per spegnere le fiamme. Nulla da fare, se non constatare il decesso dell’uomo, per il personale del 118 accorso nei depositi ferroviari di Gianturco.

“Esprimiamo vicinanza alla famiglia del giovane che ha perso tragicamente la vita mentre compiva il suo lavoro – dice l’Usb coordinamento ferrovieri Campania- non si può morire di lavoro, la sicurezza viene prima di tutto, non si risparmia sulla manodopera”.