Napoli, Valente (Pd): pignorati 98 milioni. Dal Comune: “debiti vecchi, sollecitato l’intervento del Governo centrale”

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Palazzo San Giacomo“In queste ore circola una notizia che, se confermata, sarebbe di una gravità inaudita e getterebbe l’ennesima inquietante ombra sulla trasparenza nella gestione finanziaria da parte dell’amministrazione comunale”, afferma la deputata e capogruppo al Consiglio comunale del Pd Valeria Valente.

“Apprendiamo, infatti, che il 27 luglio scorso, il Comune di Napoli ha subìto un sequestro preventivo di 98 milioni di euro, corrispondenti alla giacenza di cassa in quel momento a disposizione dell’ente, per effetto di una sentenza della Corte di Appello di Napoli che ha disposto il pignoramento di circa 124 milioni di euro, mai saldati, a favore del Consorzio Ricostruzioni Otto, autore di lavori di ricostruzione di edilizia abitativa a valere sulla vecchia legge 219. Il prossimo 17 agosto è previsto il pronunciamento sulla richiesta di dissequestro. Se dovesse essere respinta saremmo di fronte al rischio di mancanza di liquidità per il Comune di Napoli con tutte le pesanti e immaginabili conseguenze”.

Ina situazione allarmante sulla quale la Valente invita il sindaco de Magistris e l’assessore Palma a fare chiarezza: “…hanno il dovere di fare chiarezza ad horas. Ma soprattutto, l’interrogativo ancora più serio a cui devono dare una risposta: perché di questa procedura di pignoramento non è stata fatta menzione nel corso della seduta di approvazione del bilancio e non si sono studiate in quella sede, che era la più opportuna, le misure necessarie quantomeno per attutirne gli effetti e prevenirne le conseguenze negative?” conclude l’ex candidata alla poltrona tricolore partenopea.

Dal Palazzo di Città non tarda a giungere una nota con la quale l’amministrazione de Magistris bis prova a dare la sua versione dei fatti: “In relazione alla notizia relativa ad un pignoramento in danno del Comune, per un importo complessivo di circa 124 milioni di Euro, l’Amministrazione comunale riferisce che effettivamente il Consorzio CR 8 è titolare di un credito pari a circa 82.000.000 di euro.

Ciò scaturisce da una sentenza della Corte di Appello di Napoli, che ha confermato un lodo arbitrale del 2003, relativo ad una concessione di lavori di ricostruzione post terremoto ex legge 219/81, affidata il 31.7.81, e con successivi atti aggiuntivi, dall’ex Commissario Straordinario di Governo, cui il Comune è subentrato nel lontano 1996”.

La nota di Palazzo San Giacomo continua così: “Il relativo giudizio ha avuto un andamento piuttosto tormentato, tant’è che la Corte di appello, in una prima fase, aveva annullato il lodo, accogliendo le tesi dell’Amministrazione sull’incompetenza degli arbitri. Successivamente la Corte di Cassazione ha, a sua volta, annullato quella sentenza, rinviando a diversa sezione di Corte di Appello, la quale ha respinto, questa volta, l’impugnazione del Comune. Gli addebiti mossi al concedente concernono, nella massima parte il periodo in cui il Concedente era l’Amministrazione statale, la quale, quindi, a norma della legge 46/99, dovrebbe rivalere il Comune dei relativi oneri. Più volte, infatti, si è richiamata l’attenzione dell’attuale Commissariato straordinario di governo (per la liquidazione ex L.219/81) sulla necessità che l’Amministrazione centrale si facesse carico del debito, per la quota di sua competenza, che rappresenta circa il 90%, eventualmente con un percorso transattivo.

In ogni caso, il Comune – precisano da Palazzo San Giacomo – ha proposto ricorso in Cassazione ed un’istanza di sospensione dell’esecutività della sentenza alla Corte di Appello, la cui udienza di discussione è fissata il 17 agosto 2016. Tuttavia, il Comune ha chiesto un differimento di tale udienza, d’intesa con la controparte, visto che il Consorzio CR 8 ha promosso una rinuncia al pignoramento notificato il 27 luglio, condizionandolo, per l’appunto, a tale differimento.

Nelle more sono in corso contatti con la Presidenza del Consiglio dei Ministri per avviare il percorso transattivo più volte sollecitato e liberare l’Ente da un debito gravoso per il quale ha solo una minima responsabilità” conclude la nota del Comune.

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