Camorra, i nuovi equilibri di Napoli: alleanza tra “Ricci” e “Frizziero”

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napoli_quartieri_spagnoli_5104Nuovi equilibri di camorra a Napoli: alleanza eccellente tra il clan “Ricci” dei Quartieri Spagnoli e i “Frizziero” della Torretta per il controllo della piazze di spaccio della movida partenopea. Un accordo che potenzierebbe notevolmente i due gruppi criminali sotto il profilo sia economico che militare.

Di tutto rispetto infatti la santa barbara di cui disporrebbero i clan che secondo alcune indiscrezioni investigative punterebbero anche al racket e all’usura per aumentare il proprio giro d’affari. Ci sono poi le società di comodo riconducibili ai Frizziero e ai Ricci intestate a prestanome e faccendieri insospettabili. Un impero economico sul quale presto la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) potrebbe mettere le mani grazie alle rivelazioni di pentiti eccellenti. La magistratura grazie proprio alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia starebbe ricostruendo il difficile mosaico dei legami tra camorra, politica e imprenditoria deviata.

A monte del sistema la massoneria e professionisti storici della Napoli bene: se tali ipotesi fossero confermate si assisterebbe ad un vero e proprio terremoto giudiziario che finalmente investirebbe i burattinai della camorra. Tempo addietro sembra che i giudici fidassero nelle dichiarazioni del pentito Carlo Lo Russo per identificare le entità “ombra” della malavita: l’ex boss però continua a glissare su certe delicate convivenze puntando il dito solo contro altri camorristi e mai tirando in ballo i cosiddetti colletti bianchi del sistema. E’ nostra ferma convinzione che senza adeguata scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione la guerra con la camorra sia persa in partenza.

Il problema è che un esercito di gente a Napoli vive di camorra: è inutile negarlo o far finta che questo triste dato non rispecchi fedelmente la realtà partenopea soprattutto in alcune zone. In certe realtà spesso la gente, abbandonata da sempre dalle istituzioni e senza lavoro, preferisce servire criminali senza scrupoli pur di sbarcare il lunario e magari potersi permettere qualche lusso. Poco importa se poi si paga con la vita o con una lunga detenzione tale infelice scelta. Nell’ignoranza, nella povertà, nell’abbrutimento sociale c’è chi ancora crede di risolvere tutto impugnando una pistola o vendendo veleno tra i giovani. Uno sfacelo senza fine a cui le istituzioni paradossalmente sembrano non voler mettere fine. Della serie: a volte si ha veramente l’impressione che tutto si faccia perché nulla muti.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.