Il pentimento di Lo Russo apre le porte all’ascesa del clan Licciardi

331

vicoli-napoli-polizia-720x438Ormai per gli inquirenti non ci  sono dubbi: dopo il pentimento del boss Carlo Lo Russo, a Miano l’offensiva dei Licciardi della Masseria sarebbe inarrestabile. Grazie ad accordi sottobanco e alleanze strategiche, i Licciardi potrebbero presto assumere il controllo degli affari illeciti anche nel rione Sanità.

 

Dopo la decisione di collaborare con la giustizia del ras Carlo Lo Russo sarebbe saltato l’accordo di non belligeranza con i Licciardi. Forti, spietati e ben ramificati sul territorio, i Licciardi rappresentano l’anello chiave di quella che una volta era l’Alleanza di Secondigliano composta dai clan Contini del Vasto Arenaccia e dai Mallardo di Giugliano. Oggi, potenti più che mai, i Licciardi tenterebbero l’assalto al cuore della città certi di imporre la propria leadership criminale su buona parte di Napoli. Nessun componente della cupola di Secondigliano si opporrebbe all’ascesa dei Licciardi: la Vanella Grassi, orfana di riferimenti chiave dopo l’arresto del boss Umberto Accurso e il pentimento del fratello Antonio, sarebbe allo sbando mentre gli scissionisti Amato – Pagano sembrano troppo presi dal risolvere problemi interni e ricollocare le piazze di spaccio sul territorio.

Un clima incandescente che potrebbe degenerare da un momento all’altro. I baby boss potrebbero approfittare dell’attuale confusione in cui versa il sistema per tentare una rapida scalata ai vertici dello stesso. Un esercito di giovanissimi, poco più che adolescenti e spesso già consumati cocainomani, sono pronti a tutto pur di emulare le gesta dei “grandi capi” sullo stile della fiction a tema Gomorra. Come sempre a pagarne le spese gli onesti cittadini terrorizzati dall’idea di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Le forze dell’ordine fanno quello che possono per arginare l’ondata di violenza che si è riversata su Napoli e sulla provincia ma ad oggi i risultati sono molto modesti e non bastano a garantire la pubblica sicurezza.

All’imbrunire, in molte zone di Napoli scende il coprifuoco: è come se si attendesse il fatto di sangue da un momento all’altro dando ormai per scontato che tale miserabile avvenimento debba comunque accadere.

Della serie: forse solo San Gennaro può aiutare i napoletani aprendo il cuore e la mente di chi governa, a livello centrale e locale, la capitale del Mediterraneo.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.