Camorra, le mani dei “Licciardi” sull’ex feudo dei “Lo Russo”

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napoli camorra scooter armatiA Napoli il clan di camorra dei “Licciardi” regna ormai incontrastato nell’ex feudo della cosca dei “Lo Russo”: fondatore e principale protagonista dell’Alleanza di Secondigliano, il sodalizio criminale dei Licciardi si sarebbe impossessato di buona parte di Miano dopo il pentimento eccellente di ras del calibro di Carlo Lo Russo.

Un esercito di affiliati, killer e pusher al servizio del gruppo della “Masseria” che potrebbe avere grossi motivi di risentimento proprio con i Lo Russo. Questi ultimi in passato si sarebbero infatti schierati contro i Licciardi in modo subdolo fornendo sotto banco soldi e armi ai rivali “Sacco-Bocchetti” (una volta costola dei Licciardi). Un quadro ormai chiaro che evidenzierebbe nel contempo il ruolo egemone svolto nella zona di Scampia da una parte dei cosiddetti scissionisti formata dalle famiglie Abbinante, Notturno, Aprea attualmente in accordo di non belligeranza con la Vanella Grassi.

Proprio la Vanella sarebbe al momento in una fase di stallo: dopo l’arresto del capo carismatico Umberto Accurso (detenuto al 41 bis) e il pentimento del fratello Antonio, alla Vanella mancherebbe un riferimento forte, un leader capace di prendere decisioni e gestire al meglio gli interessi della cosca. Intanto dalle indagini degli 007 dei carabinieri sarebbe emerso un elemento nuovo: gli affiliati dei rispettivi clan userebbero la piattaforma sociale “Facebook” per rintracciare nemici e inviare messaggi in codice, tramite link, ad affiliati e latitanti. Un’evoluzione del costume camorristico che si avvarrebbe di mezzi moderni come appunto Facebook o Wathsapp.

Cambia la figura anche dei pusher: non più giovani griffati e fanatici ma insospettabili massaie, anziani e persino disabili (in più di un caso nel telaio delle sedie a rotelle sono stati ritrovati grossi quantitativi di stupefacenti). Lo Stato ad oggi ha risposto con poca incisività al crimine organizzato puntando per lo più sulla repressione e poco sulla prevenzione: senza adeguata scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione (lo ripeteremo all’infinito) il conflitto con la camorra è perso in partenza.

Il sistema di Secondigliano, la cosiddetta “cupola” giocherebbe proprio sulla fame e sull’ignoranza di chi vive in ghetti di cemento per aumentare il proprio prestigio e consolidare la fama di benefattrice della povera gente. Chi ci casca scopre ben presto e a sue spese l’amara verità. Poche centinaia di euro per la vita di un adolescente che termina il proprio breve percorso di vita crivellato di colpi sull’asfalto o in una cella: uno scenario veramente troppo misero per essere passivamente contemplato dalle istituzioni.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.