Ecco il corto #menevado: una pernacchia alla ricerca della “stabiesità”

426

menevado-1Una pernacchia che riecheggia per tutta la città di Castellammare di Stabia, un disoccupato stanco di tutto e di tutti, la ricerca di un’identità, una “stabiesità” ormai ai minimi termini. Il cortometraggio “#menevado”, proiettato venerdì sera alle ore 21 nella sala “Ruccello” del cinema “Montil” di via Bonito, è un piccolo gioiello dedicato alla quotidianità, alle bellezze dimenticate, ad un riscatto che dovrebbe partire dai cittadini e dalla riscoperta dell’identità perduta.

Nelle scene appaiono tra gli altri grandi attori come Carlo Di Maio e Peppe De Rosa, sportivi simbolo come i canottieri del Circolo Nautico Stabia ma anche Carlo Lupo, un ex detenuto che si è lasciato alle spalle la terribile esperienza del carcere di Napoli Poggioreale

Il corto del regista Gaetano Cuomo è stato girato interamente a Castellammare ed ha partecipato, fuori concorso, al Faito Doc Festival 2016. Protagonista della pellicola è Catello Spera (Marco Cannavacciuolo), 40 anni, senza lavoro né prospettive future, che decide di “farla finita” in una maniera decisamente inusuale. Nessun suicidio, come si vocifera in città, almeno non subito, bensì un’organizzazione costata solo 1520 euro che consente a Spera di salutare a suo modo, con sdegno, i suoi concittadini.

Se la città addormentata ha dimenticato i suoi figli ci pensa Spera a dare la sveglia. Decide quindi di fare installare altoparlanti in tutti i punti strategici e far partire una pernacchia infinita o quasi: ad ascoltarne l’eco in ogni angolo di Castellammare c’è il meglio ed il peggio di Stabia. Ci sono gli atleti, ci sono i criminali, ci sono quelli che nonostante tutto “che teng’ ‘a vede’”, ci sono i politici che come al solito fanno finta di non sentire. La voce off del narratore interagisce direttamente con i personaggi che si alternano sullo schermo come una coscienza che indaga e a cui continua ad essere sbattuta la porta in faccia. Alla fine Spera, sfinito ma soddisfatto, semplicemente, se ne va.

FraFree

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano