Terme di Stabia, Carrillo: “Amministrazione agevole e disinvolta”

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hotel terme di stabiaNella mattinata del 20 ottobre si è tenuto, presso la casa comunale, un incontro tra una rappresentanza di lavoratori di Terme di Stabia con l’amministrazione comunale, della ex “Città delle acque”, rappresentata dal sindaco Antonio Pannullo coadiuvato dal vicesindaco Andrea Di Martino e dal presidente della commissione bilancio Roberto Elefante, punte di diamante e riferimento imprescindibile dell’azione amministrativa di questo centrosinistra stabiese.

I lavoratori presenti, prima dell’inizio dell’incontro, hanno chiesto agli interlocutori di procedere alla stesura di un regolare verbale che riportasse i contenuti del confronto per poter procedere all’informativa dei colleghi, circa novanta, all’esito di questo incontro, convocato dopo ben quindici giorni dall’istanza prodotta dai lavoratori che vedono avvicinarsi, inesorabilmente, la fine della Naspi, per alcuni già approdata, ed in assenza di responsabili, serie ed attendibili risposte da parte dell’amministrazione comunale. Nel corso del pacato, civile e determinato confronto, il lavoratori hanno posto importanti quesiti sul futuro dell’azienda, considerato che la volontà politica dei predecessori (stessi partiti e soliti protagonisti) hanno messo in liquidazione “Terme di Stabia” dichiarandone poi il fallimento quasi in contemporanea con la dichiarazione di “dissesto” delle casse del comune stabiesi.

Uno dei quesiti posti all’attenzione dei rilevanti interlocutori, forse il più importante, constava nel chiedere, verificandola, se l’amministrazione ritenesse, in forza di una “volontà politica” meditata e maturata, di voler inserire nel bando di privatizzazione la cosiddetta “clausola sociale”, ossia la tutela delle maestranze escluse dal circuito produttivo attraverso il definitivo licenziamento del 23 luglio 2015 operato dall’ex amministratore unico di Terme, Fulvio Sammaria uomo di fiducia del centrosinistra stabiesi, a seguito del definitivo fallimento dell’azienda di marzo 2015 con il conclusivo rigetto della proposta concordataria. Questo “quesito”, secondo quanto riferito da alcuni lavoratori presenti, ha determinato tra gli interlocutori, ossia tra quelli che rappresentavano l’amministrazione, una serie di sguardi dapprima frastornati ma, subitaneamente, conniventi, al punto che il più lesto a rispondere è stato il Di Martino che con determinazione lapidaria ha terme di stabia sit tribunale lavoro (1)esclamato: “non è possibile inserire clausole sociali nel bando, altrimenti sarebbe bocciato dall’Anac”.

Tanto, mentre il sindaco ed il presidente della commissione bilancio, ammiccavano soddisfatti per la risposta che, nel frattempo, veniva verbalizzata. Ma Di Martino dimentica, molto probabilmente, le sue attività nel periodo in cui si adoperava per rivendicare, chiedendone l’inserimento, l’applicazione delle “clausole sociali” per i lavoratori di Fincantieri, memoria corta, molto corta, nel non ricordare il sostegno per gli “stage” che hanno portato ad assumere personale senza concorso alle “politiche sociali” del Comune stabiese.

Ma cosa ancor più grave è rappresentata dalla “amnesia” sull’ultimo bando relativo alla vendita dell’Hotel delle Terme, votato il consiglio comunale da questa stessa maggioranza politica, e dove la clausola risulta fondamentale per l’assegnazione. Ancora più grave risulta consapevolmente “ignorare” l’esistenza di un Decreto Legislativo vigente in materia, oltre che le molteplici sentenze esistenti in materia. Molto probabilmente risultava “stordito” dalle esigenze “politiche” di qualche puparo amante del “mal comune mezzo gaudio” mirante a determinare una parità di condizioni tra chi era stato assunto a tempo determinato e chi ancora oggi, anche per una serie di codazzi giudiziari, può rivendicare a pieno titolo lo status di “lavoratori aventi diritto”.

Non si può lasciare la città, ed i diritti dei suoi cittadini, nelle mani di chi ricoprendo incarichi di responsabilità, a tutela e nell’interesse dei cittadini, pensa a tutelare le parrocchie politiche proprie e della maggioranza, in particolare per chi, da presidente di commissione, si vede addirittura impossibilitato a partecipare alle riunioni di commissione quando all’ordine del giorno ci si ritrova a dover discutere di “passivo Asam”. Questo è quello che, dal punto di vista “politico-amministrativo”, ci offre oggi la nostra città, e parafrasando una nota pubblicità di “carta igienica” verrebbe quasi da dire che: “Ma questi hanno proprio la faccia come il ……”. Nooooo, per loro trattasi solo di essere molto…disinvolti!

Carlo Carrillo