Secondigliano, si stringe il cerchio intorno al boss Marco Di Lauro

1032

marco-di-lauroCresce la tensione all’interno del gruppo camorristico della Vanella Grassi a Secondigliano. Dopo l’arresto del boss Umberto Accurso e il pentimento del fratello Antonio la Vanella sarebbe orfana di riferimenti carismatici, ovvero di boss in grado di gestire le piazze di spaccio, gli affiliati e intentare guerre con altri gruppi camorristici per estendere territorialmente la propria leadership criminale.

Giovanissimi affiliati si starebbero progressivamente rendendo autonomi da un gruppo che in poco tempo avrebbe perso spessore e potere nell’universo malavitoso partenopeo.

Giovani e spietati, spesso già killer consumati, gli ex fedelissimi degli Accurso potrebbero tentare il colpo grosso tessendo alleanze sottobanco con gli Amato – Pagano, storici scissionisti di Secondigliano sempre determinati a detronizzare definitivamente i Di Lauro (attualmente retti dal ras latitante Marco).

Marco di Lauro, figlio del più celebre Ciruzzo ‘o milionario (attualmente detenuto) sarebbe però elemento da non sottovalutare: con un potere economico rilevante e un numero considerevole di affiliati e gruppi di fuoco Di Lauro junior non si sarebbe mai mosso da Secondigliano usando i “pizzini” per comunicare con i propri uomini e controllare le piazze di spaccio. Un giovane dall’intelligenza criminale spiccata e dal forte carisma sui coetanei del posto che nel rappresentante più giovane della dinastia camorristica dei Di Lauro vedrebbero un modello da emulare, un capo di tutto rispetto a discapito della giovane età. Per non parlare delle amicizie eccellenti in ambienti politico-istituzionali (come emerso dalle rivelazioni dei pentiti) di cui godrebbero ancora i Di Lauro.

Gli 007 dei carabinieri starebbero stringendo il cerchio intorno al latitante Marco Di Lauro attendendo un errore del boss. Intercettazioni ambientali, pedinamenti h24 , infiltrati e telefoni costantemente sotto controllo le armi usate dai militari per stringere quanto prima le manette ai polsi di uno dei più pericolosi latitanti d’Italia.

La gente onesta che vive a Secondigliano ha fiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura: tante le associazioni, i movimenti volontari e le parrocchie impegnate con i giovani per la difesa della legalità sul territorio. Un segnale di speranza per chi erediterà questi luoghi e per chi, nonostante tutto, continua a crede nello Stato e nei valori  della Repubblica.

Alfonso Maria Liguori

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano
Condividi
PrecedenteNapoli, ecco il business della droga ai Quartieri Spagnoli
SuccessivoTenta estorsione ad un parcheggio: arrestato il boss del clan Cimmino
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.