Questi i numeri: 3 ore, 25 interventi, 8 comuni, 128 consiglieri, 11 sindaci e tanta popolazione in un solo consiglio comunale.

Stiamo parlando di uno degli eventi che segneranno la storia della Valle del Sarno, uno degli eventi in cui “è stata fatta politica con la P maiuscola” per il bene della collettività, in cui “i colori politici sono stati fuori dalla discussione”.

Si tratta del consiglio comunale congiunto tra i comuni dell’alto Sarno, convocato dal presidente del consiglio comunale di Striano, Giuseppe Maccarone e fortemente voluto dal sindaco della città strianese, Aristide Rendina.

La scuola materna di via Risorgimento a Striano ha contenuto i cittadini interessati, i consiglieri e i sindaci di Striano, Poggiomarino con Leo Annunziata, Sarno con Giuseppe Canfora (anche presidente della provincia di Salerno), Palma Campania con Vincenzo Carbone (da pochi giorni consigliere metropolitano di Napoli), San Valentino Torio con Michele Strianese, San Marzano Sul Sarno con Cosimo Annunziata, San Giuseppe Vesuviano con Vincenzo Catapano, Terzigno con Francesco Ranieri.

Presenti anche Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati, Manlio Torquato, sindaco di Nocera Inferiore, e Luca Capasso, sindaco di Ottaviano.

Al mega consiglio hanno partecipato anche i tanti comitati per la tutela e la difesa del Fiume Sarno. Impeccabile l’organizzazione, frutto dell’unione dei presidenti e segretari dei vari consigli comunali.

L’incontro ha visto anche la partecipazione dei carabinieri della stazione di Striano agli ordini del maresciallo Antonio Botta, della polizia locale strianese, della protezione civile “La Folgore”, dell’Anpana e dei docenti e alunni dell’istituto alberghiero strianese Luigi De Medici.

La seduta congiunta, presieduta dal numero uno dell’assise strianese, è giunta all’approvazione unanime di un documento unico con il quale si sollecita urgentemente il completamento delle opere fognarie, la modifica del progetto Grande Fiume Sarno promuovendo il dragaggio dell’intero fiume, la bonifica di tutte le aree inquinate (vasche Pianillo e Fornillo), la progettazione di una completa riconversione urbanistica attraverso la creazione di parchi, percorsi archeologici e piste ciclabili.

Tale documento viene inoltrato ai vertici regionali, alle prefetture di Napoli e Salerno e agli altri enti competenti.
Insomma, un consiglio dall’aria arrabbiata, rammaricata ma che guarda al futuro con tanta speranza. Ogni comune ha esposto pareri differenti sulla problematica.

Tutti i comuni, però, si sono prefissi un unico obiettivo da raggiungere “il normalizzare la vita dei concittadini”.

Raffaele Massa