Terremoto, partite le verifiche in Campania: “Sistema di faglie nel Centro Italia”

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terremoto centro italiaNon risulterebbero danni a cose o persone in Campania dopo la tremenda scossa di terremoto verificatasi alle ore 7 e 41 di ieri mattina nel centro Italia. Il monitoraggio è stato prontamente effettuato dalla protezione civile campana subito dopo il sisma avvertito  distintamente provocando scene di paura e decine di chiamate ai centralini dei vigili del fuoco.

Anche i luoghi di culto, soprattutto per le messe della mattinata, sono stati presidiati dal personale e dalle associazioni di protezione civile, secondo quanto ha reso noto il Comune di Napoli. Dopo aver contattato il management di Anm la centrale operativa di protezione civile cittadina ha comunicato che non si è registrato alcun disallineamento dei percorsi su rotaie delle tratte di metropolitana cittadina, linea che continua ovviamente ad essere monitorata come altre zone sensibili ed affollate della città. “Qualche apprensione da parte della cittadinanza al Centro Direzionale dove i residenti dei piani più alti si sono particolarmente spaventati”, hanno fatto sapere dal Comune.

Dopo l’evento di ieri mattina fino a ieri sera, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) terremoto 30 ottobre ingvsono stati localizzati circa 200 eventi sismici nella zona al confine tra Marche e Umbria. L’area interessata dalle repliche (aftershocks) del terremoto comprende un settore che si estende per circa 30 km, da Accumoli a sud fino a Visso a nord. Riprende quindi la parte settentrionale del sistema di faglie che si era attivato con il terremoto del 24 agosto e interessa anche la parte meridionale della struttura attivata il 26 ottobre. Alle ore 16 sono più di 118 quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 15 i terremoti di magnitudo compresa tra 4 e 5 localizzati la Rete Sismica Nazionale dopo il forte terremoto di stamattina.

“Fino a questo momento il terremoto di ieri mattina risulta l’evento più forte della sequenza iniziata con il terremoto del 24 agosto di magnitudo 6.0. – hanno fatto sapere dall’Ingv – Il meccanismo focale del terremoto è del tutto simile a quelli dei terremoti precedenti della sequenza. L’analisi delle repliche e dei dati geologici e geodetici permetterà di risolvere l’ambiguità tra i piani e capire in che rapporto sta questo evento con quelli precedenti.

Riguardo alla sismicità storica della regione, valgono le considerazioni fatte per i terremoti precedenti. Il terremoto di stamattina (30 ottobre 2016, ore 7.40 italiane) localizzato nella zona a cavallo tra le province di Perugia e di Macerata ha interessato l’area già colpita dalle scosse del 24 agosto e 26 ottobre 2016. L’area interessata dalla sequenza diventa così più ampia estendendosi da Leonessa fino alla provincia di Ancona. Le località più importanti dell’area vicino all’epicentro del 30 ottobre sono i Comuni di Norcia, Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera e Pieve Torina, tutti comuni caratterizzati da valori di pericolosità sismica alta e molto alta.

La storia sismica dell’area è ricca di eventi importanti anche se la maggior parte di essi risulta avvenuto a partire dal Settecento. La povertà delle conoscenze dei tempi antecedenti è tipica delle zone montane e poco 30_ott_storicaabitate, cui la storiografia ufficiale dedica poca attenzione perché in genere più concentrata sugli avvenimenti riguardanti le città, quali centri del potere politico, culturale e economico. Secondo il catalogo sismico “Cpti15″, diversi terremoti hanno più volte devastato Norcia, Visso e tutte le località che ricadono nell’area nursina. Il terremoto più antico risale al dicembre 1328 a Norcia e a Visso.

Un altro evento importante è quello del 12 maggio 1730 (Valnerina, Mw 6.0) che ebbe effetti del grado 9 a Norcia, danneggiando diffusamente tutta l’area tra Visso e Leonessa, nel reatino. Vanno ricordati anche il terremoto del 27 giugno 1719 (Mw 5.6) sempre nei pressi di Preci, dove raggiunse effetti di grado 8 MCS, e quello del 22 agosto 1859 con intensità a Norcia pari al 8-9 grado.

Ma il terremoto più importante dell’area della Valnerina è quello del 14 gennaio 1703 (Mw 6.9), un evento catastrofico che devastò decine di paesi nell’Appennino umbro-reatino e fece danni più lievi ma diffusi anche a Roma. Norcia venne rasa al suolo, come Cittareale, Accumoli, Antrodoco e molte altre località tra la Valnerina e il reatino. Infine citiamo il terremoto del 19 settembre 1979 (Mw 5.8), l’ultimo fra quelli significativi della Valnerina, causò a Norcia danni gravi (8 MCS), ed effetti di grado 7 MCS a Preci e a Visso, e di 6-7 sia a Ussita che a Castelsantangelo sul Nera.

Per quanto riguarda la sismicità recente, si ricorda come l’area interessata – ha concluso l’Ingv – sia ubicata tra la zona attivata con la sequenza sismica del 1997 in Umbria-Marche e a sud quella dell’Aquila del 2009”.

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