Casavatore: chiesto l’ergastolo per Russo, presunto killer del tatuatore

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Gianluca Cimminiello, il tatuatore di Casavatore freddato nel 2010

Colpo di scena nel processo per l’uccisione di Gianluca Cimminiello, il tatuatore trucidato a Cavatore nei pressi del suo studio nel 2010.

Il procuratore generale ha infatti richiesto l’ergastolo in Corte d’Assise d’Appello per Vincenzo Russo, accusato da diversi pentiti di essere l’esecutore materiale del delitto. Altra sorpresa: l’acquisizione degli atti al fine di contestare il reato di falsa testimonianza al maresciallo dei carabinieri Iannini e al dipendente di un panificio. Tutti credibili gli altri testimoni, ad eccezione del militare dell’Arma e dell’operaio del forno destinati quasi sicuramente a finire sotto processo. Intanto Russo continua a professarsi completamente estraneo al reato contestatogli precisando di non aver mai conosciuto i pentiti che oggi lo inchioderebbero.

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Vincenzo Russo continua a dichiararsi innocente

“Vivo in un incubo da sei anni e mezzo – ha dichiarato Russo – per una vicenda che non mi appartiene. Mi dispiace molto per i familiari di Cimminiello ma anche i miei parenti vivono nell’angoscia più assoluta, ben consci della mia assoluta innocenza. Non so perché questi signori, cosiddetti pentiti, continuino ad accusarmi: non li ho mai conosciuti e non comprendo tanto accanimento nei confronti della mia persona”.

Una brutta vicenda che inizia il 2 febbraio del 2010 quando Gianluca Cimminiello viene freddato sull’uscio della sua attività di tatuatore con numerosi colpi di pistola per un movente assurdo: su Facebook la vittima aveva postato la sua immagine fotomontata con il calciatore Lavezzi, ex Napoli, scatenando le ire di un altro tatuatore di Melito. Quest’ultimo chiese agli scissionisti di Secondigliano di vendicare il proprio prestigio offuscato da quella immagine: ad eseguire la sentenza di morte sarebbe stato Vincenzo Russo che avrebbe esploso un numero rilevante di colpi contro Cimminiello a mo’ di sfregio nei confronti di chi aveva mancato di rispetto ad un amico degli amici.

Pura follia in una zona storicamente dominata dalla camorra e dalla prevaricazione violenta. Sete di giustizia per la famiglia di Cimminiello che da sempre ha riposto grande fiducia nel lavoro degli inquirenti e della magistratura.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.