Castellammare, la crisi della politica e dei movimenti giovanili

347

lambro-parcoDa che abbiamo memoria Castellammare di Stabia è sempre stata una fucina politica, ha sempre formato la migliore classe dirigente regionale e nazionale, eppure da diversi anni ormai la vita politica stabiese è vertiginosamente in declino. Oltre a non esprimere nessun rappresentante a livello regionale e nazionale, soffre sotto il profilo dell’indottrinamento degli amministratori locali. Un tempo la sola candidatura in un partito avveniva dopo anni di militanza e di lavoro all’interno del partito. Solo quando il candidato era pronto poteva essere inserito all’interno della lista per fronteggiare una campagna elettorale, ma con l’avvento delle liste civiche tutto questo è cambiato. Oggi chiunque voglia candidarsi lo può fare anche senza aver mai frequentato nessuna scuola politica e anche se non conosce la differenza fra determina e delibera.

Forse il problema di tutto ciò non è dovuto solo alla tragica fine dei partiti politici o all’avvento delle liste civiche, ma principalmente alla scomparsa dei movimenti giovanili che un tempo formavano centinaia di ragazzi. Oggi nella città delle acque c’è un vuoto che i movimenti giovanili riempivano: dal famosissimo movimento giovanile della Dc e del Pc ai più recenti Sinista Giovanile, Gd, Giovane Italia, Giovani Udc, Azione Giovani, Giovani Fratelli d’Italia. Una miriade di movimenti che con il tempo cambiavano il loro nome senza mai mutare le proprie idee, dove ogni giorno si lavorava affinché all’elezione giusta si scegliesse il proprio candidato da sostenere anche se in casa era candidata la mamma o il papà.

Sedi di partito piene di giovani che si fronteggiavano, discutevano e lottavano per i loro ideali, si scontravano sulla scelta del segretario (quando il movimento era di sinistra) o per il coordinatore o il presidente (quando era di destra). Una militanza, una scuola di politica dove prima imparavi “la colla per i manifesti” poi l’”attacchinaggio” e poi tutta la disciplina politica. Oggi a Castellammare si è spento quel fuoco che bruciava dentro i giovani e i pochi movimenti rimasti hanno talvolta anche molti iscritti ma sempre meno militanti, sedi chiuse ed al posto delle riunioni oggi si preferisce l’aperitivo al bar. Dove sono finite le ultime sigle? Con la scomparsa della Giovane Italia erano nati due movimenti, entrambi ad oggi contano qualche iscritto e intraprendono ancora qualche attività marginale.

Gli ex Pc e Sinistra Giovanile oggi sono Giovani Democratici che però non hanno nulla a che vedere con quei giovani delle battaglie politiche e studentesche. E’ solo un gruppo che sulla carta (o sulle tessere) presenta diversi iscritti mentre presenta pochissimi militanti oltre ai vari segretari, presidenti, tesorieri ecc. che non hanno fatto nulla per non perdere la sede storica. Molto spesso questa è definita l’era dei social, ma in fondo e solo l’era dei “criticoni” che alle lotte politiche e ai gazebo la domenica preferisce l’aperitivo e il sabato la discoteca.