Il latitante Marco Di Lauro e Gomorra: una storia (vera) di sangue e potere

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marco-di-lauroLa fiction “Gomorra” e la storia reale del superlatitante Marco Di Lauro, ultimogenito del boss della camorra detenuto Paolo Di Lauro (Ciruzzo ‘o milionario): un connubio che sembra molto, troppo riuscito a giudicare dalla fedeltà con la quale eventi e circostanze sarebbero state riportate. Cerchiamo di evidenziare queste incredibili analogie partendo dall’identikit della nuova primula rossa della camorra. A differenza del fratello (attualmente detenuto) Cosimo, più fanatico e impulsivo nei confronti della vecchia guardia del clan, Marco di Lauro ha da subito mostrato forte carisma e mentalità imprenditoriale, tanto da essere nel tempo rivalutato dagli stessi avversari.

Come Genny Savastano, personaggio chiave in Gomorra, Marco Di Lauro ha compreso per tempo come ormai gli equilibri malavitosi in “casa”, ovvero nella zona di “Secondigliano” di Napoli, fossero inesorabilmente compromessi dall’errata gestione del fratello Cosimo e dalla detenzione del padre Paolo: da qui la decisione di investire gli enormi proventi della droga in attività pseudo legali con basi operative in Spagna e Sud America. Finanziarie, grossi centri estetici, catene di attività ristorative, costruzioni: un fiume di denaro intestato a insospettabili professionisti di mezzo mondo con il quale Marco Di Lauro muoverebbe i fili di un sistema internazionale talmente potente da coinvolgere persino ambienti massonici.

Quando sei nel consiglio di amministrazione, a mezzo professionisti di comodo, di grosse realtà bancarie diventi invisibile: se poi ci aggiungi un intervento ben riuscito di plastica facciale il gioco è fatto. Come sempre narrato in Gomorra, Marco ha ben pensato, prima di lasciare Secondigliano, di mischiare le carte nell’universo malavitoso della zona mettendo di fatto tutti contro tutti in una guerra al potere che nessuno mai deterrà. Senza canali diretti con i cartelli sudamericani controllati dai signori della droga (con particolare riferimento alla cocaina) è impensabile governare il mercato dello spaccio come faceva Ciruzzo ‘o milionario. Questo dato Marco Di Lauro l’ha tenuto ben presente, lasciando che i rivali si scannassero per le briciole mentre lui ben nascosto potenziava i rapporti “commerciali” proprio con la Spagna e il Sud America.

Genny Savastano interpretato da Salvatore Esposito
Genny Savastano interpretato da Salvatore Esposito 

Troppo sangue versato in strada in quella che una volta era oasi per i tossicodipendenti e gli spacciatori: una mattanza di proporzioni tali da richiedere un massiccio intervento dello Stato, con Secondigliano praticamente blindata dalle forze dell’ordine e, di conseguenza, con storiche piazze di spaccio distrutte. Marco Di Lauro ha praticamente usato tutti, così come il protagonista di Gomorra dimostrando come, per comandare a livello criminale, occorra usare innanzitutto il cervello e non la pistola. Costanti analogie tra finzione e realtà, tra pellicola e vita vissuta sotto l’egida di un potere spietato chiamato camorra. Per molti solo l’inizio di un percorso parallelo che potrebbe rivelarsi ricco di colpi di scena e, perché no, magari avvicinare ulteriormente la rappresentazione scenica alla realtà.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.