Stangata dei giudici nel quartiere Focella

354

SIMBOLICA GIUSTIZIA AGENZIA BETTOLINI (Agenzia: DA RACHIVIO) (NomeArchivio: PAV-G1ig.JPG)

Stangata dei giudici nei confronti di Ciro Contini, reggente del clan Sibillo operante nel quartiere Forcella a Napoli: 4 anni di reclusione al boss Ciro per sequestro di persona e armi.

Una sentenza che andrebbe a indebolire il clan Sibillo in un momento particolarmente caotico quale quello attraversato dalla mala del centro storico. Una mattanza senza fine combattuta tra gli eredi della Nuova Famiglia (nello specifico i nipoti dei Giuliano di Forcella) e i potenti Mazzarella originari di San Giovanni a Teduccio.

Un clan quello dei Mazzarella talmente potente da estendere il proprio dominio malavitoso alla zona Mercato e a buona parte del centro storico della città. In mezzo baby boss, spesso cocainomani consumati sebbene poco più che adolescenti, violenti e fanatici pronti a tutto pur di guadagnarsi una fetta di territorio nel quale impiantare redditizie piazze di spaccio.

La droga: questo il grande business della camorra che muove cifre da capo giro e consente ai boss di corrompere alte personalità delle istituzioni, forze dell’ordine e insospettabili professionisti della Napoli bene. Purtroppo anche tra chi serve con onore lo Stato si celano corrotti e collusi con il crimine organizzato: gente che disonorando l’uniforme che indossa, pur di permettersi una vita agiata, favorisce enormemente criminali senza scrupoli mettendo seriamente in pericolo, in alcuni casi, la vita degli stessi colleghi.

Per non parlare dei cattivi politici e amministratori: banditi della peggior risma, parassiti di Napoli e della provincia in qualche caso persino assolti da motivate accuse per non aver commesso il fatto. Gli atti scellerati di questi disonesti individui sono sotto gli occhi di tutti eppure nella stragrande maggioranza dei casi si continua a far finta di niente, a subire nella speranza che il potente di turno in cambio del silenzio omertoso sistemi lavorativamente un figlio o un parente “a spasso”.

Questa la miserabile filosofia che per decenni ha impedito a Napoli di evolversi sotto il profilo sia civile che sociale. I mass media parlano di iniziative per il prossimo Natale nel centro torico e nelle zone “in” della città minimizzando invece sull’emergenza sicurezza che affligge proprio quei luoghi. Solo per fortuna ad oggi tra i turisti non c’è scappato il morto, con raid e stese messe a segno a qualsiasi ora del giorno tra la folla. Ma la fortuna non potrà graziare sempre Napoli.

Della serie: San Gennaro, se ne hai ancora voglia e non sei nauseato da questi vergognosi scenari, pensaci tu.

Alfonso Maria Liguori

Share
Condividi
PrecedenteFinalità sociali ed un canile tra boschi e baracche della camorra dei Lattari
SuccessivoCastellammare di Stabia: corteo studentesco blocca la città
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.