Chiesto l’ergastolo per Cosimo Di Lauro: per l’Antimafia ordinò l’omicidio Marino

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cosimo-di-lauro-1Stangata giudiziaria per il clan di camorra dei “Di Lauro” della zona di “Secondigliano” a Napoli: il pubblico ministero della Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) partenopea ha infatti chiesto davanti ai giudici della IV Sezione d’assise di Appello l’ergastolo per Cosimo Di Lauro, il parente diretto del più celebre ras (attualmente detenuto) Paolo Di Lauro (alias “Ciruzzo ‘o milionario”) in quanto ritenuto mandante dell’omicidio di Massimo Marino avvenuto l’11 dicembre del 2014.

Nessuno sconto per il boss Cosimo Di Lauro considerato dagli inquirenti una pedina a sé del sistema Di Lauro: secondo alcune rivelazioni di pentiti una volta in forza ai Di Lauro, Cosimo avrebbe, con la sua strategia offensiva che lasciava poco spazio al dialogo e con la volontà di cambiare i vertici dell’organizzazione dopo l’arresto del padre, provocato la scintilla che in breve tempo portò il clan in guerra con ex fedelissimi organizzatisi in quel gruppo tristemente noto come “Scissionisti” di Secondigliano. Fondatori degli Scissionisti gli Amato-Pagano che non avrebbero digerito la sufficienza con la quale Cosimo Di Lauro li avrebbe trattati affidando a pregiudicati poco più che adolescenti le piazze di spaccio storicamente controllate dalle due famiglie.

Una decisione, secondo sempre i collaboratori di giustizia, presa autonomamente da Cosimo Di Lauro contro il parere del padre Paolo che al contrario avrebbe richiesto un chiarimento bonario con i pezzi da novanta dell’organizzazione. A seguire le orme paterne ci avrebbe pensato al contrario il fratello più piccolo Marco (attualmente latitante) che compresa l’impossibilità di affrontare sul campo gli ex alleati avrebbe innescato sospetti e tensioni tra le fila nemiche per dividere i rivali e farli scontrare tra loro. Il tutto mantenendo ottimi rapporti con i narcotrafficanti dei cartelli sud americani e spagnoli (dove attualmente si nasconderebbe il rampollo dei Di Lauro) e investendo in attività pseudo legali all’estero grazie alla complicità di insospettabili professionisti.

Uno stratega del crimine oggi vincente nei confronti degli scissionisti e delle forze dell’ordine che nonostante i ripetuti sforzi non riescono ad acciuffarlo. Ben altra storia invece quella del fratello Cosimo, più fanatico e violento, che si trova a fare i conti con un “fine pena mai”. “Radio mala” parlerebbe di allontanamento di Marco Di Lauro dal resto della famiglia e della creazione da parte del giovane boss di un nuovo clan Di Lauro operante prevalentemente all’estero. Della serie: i Di Lauro continuano, in modo più o meno eclatante, ad essere i protagonisti della storia criminale di Secondigliano.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.