Incontro De Luca-amministratori, c’è l’inchiesta della Procura

de-lucaNessuna ipotesi di reato, almeno per il momento, nel fascicolo aperto dalla Procura di Napoli (sezione reati contro la Pubblica amministrazione coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino) sull’audio della riunione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, con 300 sindaci. L’incontro, nel quale De Luca invitava i primi cittadini a raccogliere voti per il sì al referendum, si è svolto nei giorni scorsi all’hotel “Ramada” di Napoli. Su questo episodio nei giorni scorsi i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno presentato un esposto in Procura chiedendo ai magistrati di indagare per voto di scambio.

“Come un anno e mezzo fa, con una puntualità cronometrica, anche oggi alla vigilia di un voto importante, viene costruita, sul nulla assoluto, una campagna di aggressione mediatica inaudita. Si ha paura del voto in Campania, che oggi come alle Regionali, è politicamente decisivo. Allora, i promotori di quella campagna si sono coperti alla fine di vergogna e noi abbiamo camminato a testa alta. Così succederà anche oggi”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

“Capiamo l’esigenza di avere visibilità, specialmente in un periodo come quello che stiamo vivendo, alla vigilia consegna_esposto_procuradi un referendum costituzionale, ma perdere tempo con mozioni di sfiducia prive di fondamento come quelle che sono state annunciate sembra davvero troppo”. Lo ha detto il presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, aggiungendo che porterà questa sua considerazione “anche alla riunione dei capigruppo convocata per lunedì prossimo per decidere la data in cui il Consiglio regionale dovrà votare una o due mozioni di sfiducia verso il presidente De Luca”.

“Alla base delle mozioni ci sono le polemiche per il linguaggio e i toni usati da De Luca in una riunione privata con alcuni amministratori” ha sottolineato Borrelli ricordando che “dalla Procura sono già arrivati i primi segnali che tendono a chiarire che il fascicolo, al momento, non comporta alcuna ipotesi di reato e men che mai iscrizioni nel registro degli indagati”. “Con tutte le questioni sul tappeto, possibile che si debba continuare a fare speculazioni politiche su frasi infelici e perdere tempo per discutere improbabili e insensate mozioni di sfiducia invece di dedicarci a risolvere i tanti problemi esistenti?” si chiede Borrelli per il quale “la moralizzazione della politica passa anche attraverso l’abbandono della politica politicante da cui nascono queste polemiche e queste inutili mozioni di sfiducia”.

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