Al via “Con i Giocattoli nun s’pazzea”, la mostra didattica sulla contraffazione dei giochi

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Con i giocattoli nun se pazzeaUn percorso espositivo che, partendo dai giochi contraffatti sequestrati dalle Forze dell’Ordine, punti a sensibilizzare il pubblico ai valori della legalità e della sicurezza, a cominciare dalla salute dei più piccoli. È questa la sfida raccolta della mostra didattica “Con i Giocattoli nun s’pazzea”, promossa dall’Associazione “Museo del Vero e del Falso” in collaborazione con la Procura della Repubblica di Napoli.

In continuità con la mostra “Storie di giocattoli. Dal Settecento a Barbie”, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, di cui rappresenta una sezione, l’allestimento didattico sarà aperto al pubblico dall’8 dicembre 2016 fino al 19 marzo 2017.

In un suggestivo rapporto di luci e ombre irradiate da giochi solo in apparenza seducenti ma in realtà ingannevoli e dannosi, l’allestimento è arricchito da video educativi e giochi interattivi basati su sistemi di intelligenza artificiale sviluppati dal NAC – Laboratorio di Cognizione Naturale e Artificiale della Federico II di Napoli, grazie ai quali piccoli e grandi possono sfidarsi a riconoscere i giochi veri dai “pezzotti” e imparare le regole basilari per acquistare prodotti in tutta sicurezza.

Non solo spensieratezza e divertimento, il settore dei giochi è uno tra i più colpiti dal fenomeno della contraffazione.

con i giocattoli nun s' pazzeaIl 46,7 per cento della spesa per i regali natalizi verrà investita in giochi per bambini (fonte: Centro Studi Confcommercio) eppure gran parte di questi soldi andranno ad alimentare un “Natale contraffatto”. Ogni anno in Italia 201 milioni di euro vanno in fumo a causa delle vendite di giocattoli falsi, il che equivale a una perdita del 15,6% delle vendite di giocattoli nel paese. E l’industria del settore lamenta un calo del 14,4% in termini di occupazione (fonte: ultimo Rapporto dell’Ufficio europeo per l’armonizzazione del mercato).

Il mercato del falso si rivela un cancro sociale ed economico oltre che un subdolo strumento di esposizione a pericoli e malattie per i più piccoli. “Da qui l’idea di una mostra didattica – spiega Luigi Giamundo, presidente dell’Associazione “Museo del Vero e del Falso”che anche grazie all’aiuto di giochi stimoli il pubblico a interrogarsi su aspetti apparentemente minori e invece essenziali per tutelare non solo il tessuto economico e imprenditoriale in cui viviamo ma soprattutto la salute dei nostri figli”.

Nata nel 2015 dalla volontà di alcuni imprenditori del sistema di Confindustria Campania animati dalla convinzione che il rispetto delle regole e dei consumatori siano inscindibili precondizioni allo svolgimento dell’attività d’impresa, l’Associazione “Museo del Vero e del Falso”, presieduta da Luigi Giamundo, punta a favorire la cultura della legalità, a preservare le produzioni manifatturiere italiane e a promuovere, organizzare e attuare qualsiasi iniziativa tesa a sensibilizzare e prevenire i fenomeni illegali e a valorizzare l’etica d’impresa.

La produzione e il commercio di prodotti contraffatti sono attività criminali in crescente espansione” sottolinea ilProcuratore Fausto Zuccarellianche perché ampi settori della popolazione non ne percepiscono l’illegalità e sottovalutano la pericolosità di tali prodotti per la salute, in specie dei minori”.

È compito delle istituzioni sostenere e affiancare l’imprenditoria e le associazioni che la rappresentano in ogni iniziativa che si propone di affermare la cultura della legalità come unico strumento per contrastare la pervasiva azione di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia” spiega Maria Vittoria De Simone, Sostituto Procuratore Nazionale DNALa Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, sin dalle prime fasi, ha sostenuto e  affiancato il progetto promosso dall’Associazione “Museo del Vero e del Falso” come strumento di diffusione e promozione della legalità in un territorio ove le organizzazioni criminali hanno fatto della contraffazione uno dei settori di intervento più remunerativi, a dispetto dei regolari meccanismi concorrenziali di mercato e in violazione della normativa doganale, fiscale, del lavoro e della sicurezza”.

Dopo diversi anni di attività e di confronto con le Forze dell’Ordine, siamo riusciti a concretizzare uno strumento reale che mira a sensibilizzare e rendere più coscienti i destinatari finali del valore dei prodotti realizzati a norma e delle conseguenze negative dei prodotti illegali e non conformi” dichiara il Presidente di Confindustria Campania, Costanzo Jannotti Pecciquesta iniziativa rappresenta anche un volano importante che valorizza l’impegno di quelle imprese che rispettano le regole”.

Per Ambrogio Prezioso, Presidente Unione degli Industriali di Napoli: “Il Museo del Vero e del Falso, iniziativa destinata a diventare itinerante sul territorio, è molto importante e apprezzabile perché valorizza l’eccellenza delle nostre produzioni rispetto al dilagare ormai purtroppo diffuso della contraffazione. Il valore di questa iniziativa è non solo economico, ma anche sociale perché punta a tutelare la creatività dei nostri produttori”.

Per sottolineare tale aspetto e in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio verranno organizzati laboratori didattici con esperti e rappresentanti delle forze dell’Ordine in modo da illustrare agli alunni delle scuole primarie e secondarie pericoli e ingiustizie innescate dal mercato dei falsi.

Le prossime tappe promosse dal Museo del Vero e del Falso

In coerenza con i propri obiettivi l’Associazione si farà promotrice nei prossimi mesi di altre tre mostre temporanee dedicate rispettivamente al settore agroalimentare, al sistema moda e al settore calzaturiero.

Hanno collaborato: la Procura della Repubblica di Napoli, la Direzione Nazionale Antimafia, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la Guardia di Finanza di Napoli, Confindustria Campania, l’Unione Industriali Napoli, la Camera di Commercio di Napoli, S.I. Impresa (Servizi Integrati Impresa) azienda speciale della Camera di Commercio di Napoli e l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.