Castellammare: nuova sede del Museo di Stabiae a Palazzo Reale di Quisisana

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Libero d’Orsi nell’Antiquarium stabiano inaugurato nel 1959 accanto alla statua del Pastore

Il “Comitato per gli Scavi di Stabia”, fondato nel 1950, ha espresso soddisfazione per il voto attraverso il quale il consiglio comunale di Castellammare di Stabia, su proposta del sindaco Antonio Pannullo e della giunta comunale, giovedì 15 dicembre 2016 ha approvato con ampia maggioranza e senza voti contrari la deliberazione concernente “Complesso monumentale Reggia di Quisisana. Ricognizione degli spazi finalizzati alla sottoscrizione della concessione di idonei spazi per l’istituzione del Museo archeologico di Pompei – Stabiae e della Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo”.

“Si tratta di una straordinaria occasione di rilancio civile e culturale della città, – si legge in una nota del Comitato – oltre che di un’opportunità storica, probabilmente quasi unica, per completare l’ideale disegno di valorizzazione degli scavi di Stabiae che Libero d’Orsi avviò nel 1950 con la riscoperta delle ville di Varano e proseguì nel 1959 con l’inaugurazione dell’Antiquarium stabiano in via Marco Mario, disegno attuato con il concorso di quanti furono da lui riuniti nel Comitato. Il Comitato per gli Scavi di Stabia, sin dagli anni successivi al terremoto del 1980, sollecitò le varie amministrazioni comunali e la soprintendenza archeologica a dotare la città di una nuova sede museale, dove allocare l’intera collezione confinata nell’Antiquarium aperto nel 1959 ‘come sede provvisoria’. Nel 1983 il Comitato per gli scavi di Stabia propose di restaurare il Palazzo reale di Quisisana. Da allora, come a tutti noto, molto cose sono accadute, a cominciare dalla ristrutturazione del complesso monumentale di Quisisana.

Già nel febbraio 2010 l’allora consiglio comunale era giunto a una soluzione che individuava nel Quisisana la sede del Museo e della Scuola di restauro. Allora esprimemmo la nostra soddisfazione, anche se ritardi ingiustificabili, volontà diverse ed errori di valutazione hanno impedito di portare a conclusione quel percorso. Ancora oggi, di fronte al voto del consiglio comunale che apre le porte all’ingresso della Soprintendenza Pompei nella Reggia e consente finalmente di salvare gli ottomila reperti di Stabiae sottraendoli all’oblio e al degrado, esprimiamo vivo apprezzamento.

Allo stesso tempo offriamo al Comune di Castellammare di Stabia e alla Soprintendenza Pompei la nostra disinteressata collaborazione per il raggiungimento dell’obiettivo di riaprire a Quisisana il museo archeologico di Stabiae voluto da Libero d’Orsi nel 1959; ora, a quasi 60 anni dalla meritoria opera del fondatore del Comitato per gli scavi di Stabia,continuiamo a ritenere che il Museo debba essere intitolato alla sua memoria: è un atto non solo dovuto, ma anche rispettoso della storia di una comunità cittadina che ha saputo dare prova di una bella pagina di civismo”.