ESCLUSIVO / Scavi di Pompei: sepolture misteriose e nuove scoperte presentate a Valencia

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necropoli-pompei-valencia-2L’antica Pompei continua a riservare sorprese dopo quasi 2000 anni dall’eruzione che, pur avendone segnato la terribile fine, ha consacrato la città come uno dei patrimoni storici di epoca romana più celebri e importanti del mondo. Le nuove scoperte sull’area della necropoli pompeiana di Porta Nola sono state tra le protagoniste della V edizione delle Giornate dell’Archeologia della Comunità Valenciana durante la conferenza della seconda giornata, sabato 17 dicembre, tenutasi al MuVim (Museo dell’Illustrazione e della Modernità di Valencia).


I direttori del team internazionale di archeologi e professionisti del settore del progetto “Indagare l’archeologia della morte a Pompei: la necropoli e i fuggiaschi di Porta Nola”, Stephen Kay della British School di Roma, Llorenç Alapont del Dipartimento di Archeologia del Cdl di Valencia (Departamento de Arqueologia del Ilustre Colegio Oficial de Doctores i Licenciados de Valencia y Castellón), e Rosa Albiach, MuVim, e con la partecipazione del Museu Valencià de Prehistorià de València per il restauro, hanno illustrato alla comunità le interessanti scoperte della campagna di scavo tenutasi questa estate tra il 17 luglio e il 19 agosto nell’area prossima a Porta Nola negli scavi di Pompei.

Il team di scavo unisce professionisti nel mondo dell’archeologia proveniente da diversi paesi del mondo necropoli-pompei-valencia-1(nell’ultima campagna da Italia, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti, Australia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Argentina e Messico), divenuto celebre nel 2015 per i lavori nella medesima area dell’antica Pompei per il ritrovamento di una sepoltura coi resti di un neonato (cosa davvero rara e inusuale per la città romana), in questo 2016 ha continuato le operazioni di scavo e le antropologiche facendo nuove interessanti scoperte.

Durante gli interventi di Kay, Alapont e Albiach hanno presentato i risultati ottenuti nel corso dei lavori di scavo della scorsa estate, concentrati stavolta nell’area immediatamente posteriore al mausoleo di Marco Obellio Firmo (uno degli uomini più potenti dell’antica Pompei la cui domus è stata recentemente riaperta ed è visibile al pubblico) per comprendere la sua relazione con l’ingresso della necropoli e scoprire se fosse parte del recinto funerario o se delimitava il “pomerium” (zona sacra) della città. Il lavoro dei professionisti sul campo ha portato alla luce una serie di depositi lungo la porta della muraglia della necropoli come risultato della pulizia dell’“ustrinum” (spazio adibito alla cremazione dei defunti in epoca romana) così come un percorso di terra battuta che portava dalla porta del della necropoli a Porta Nola.

Altra rilevante scoperta riguarda l’ustrinum della necropoli, portato alla luce con tante ossa umane cremate, ceneri e grossi frammenti di carbone. Infine lo scavo si è concentrato su un recinto funerario dell’area e sullo studio antropologico dei resti di due soldati pretoriani, le cui sepolture erano state rinvenute nell’area negli settanta, e su cui non erano mai stati effettuati esami.

Raffaele Cirillo

A breve interviste esclusive e video da Valencia – @iGv Network