Sgombero campo rom Torre Annunziata: abbattute le 15 baracche abusive

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Abbattute le 15 baracche abusive del campo rom in Largo Macello, zona porto. Alla presenza del sindaco Giosuè Starita, dell’assessore alla Polizia municipale Michele Pagano, dei tecnici comunali e degli agenti dei Vigili urbani, diretti dal tenente Antonio Virno, due ruspe hanno raso al suolo le strutture in parte in muratura, poco più che baracche, di quaranta rom di etnia slava.

Il giorno dell’Epifania sono state sgomberate le ultime sei famiglie; Tra le persone allontanate in questi ultimi giorni si contano anche 10 bambini con meno di 5 anni.

campo-rom-torre-4Il campo sorgeva tra via D’Angiò e Largo Macello, proprio nell’area interessata dal completamento della bretella di collegamento porto-autostrada, per cui è scattato perentorio l’ordine di sgombero da parte del sindaco.

E, nella logica della supremazia dell’utilità sui diritti, gli sfollati sono costretti a passare questi giorni e notti d’inverno gelido nel cortile dell’ex scuola media “Morrone” in Largo Genzano, dove sono stati dislocati, poiché “il Comune al momento non ha soluzioni alternative”.

Un’azione non lontana dalle criticità osservate dal Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della discriminazione razziale che lo scorso 9 dicembre, a conclusione della novantunesima sessione, ha espresso “profonda preoccupazione per la persistente e consolidata discriminazione nei confronti della comunità rom e sinta in Italia, specie in materia di segregazione abitativa e sgomberi forzati”.

In particolare, l’attenzione è stata posta sulla continua pratica degli sgomberi forzati, che violano i diritti umani e compromettono la frequenza scolastica dei minori e ha sottolineato l’inadeguatezza degli alloggi e delle aree predisposte.

Il Comitato ha raccomandato allo Stato italiano di fermare “qualsiasi piano che stabilisca la costruzione di nuovi campi o aree abitative che li separino dal resto della società” e di porre fine “all’esistenza e all’uso dei campi segreganti”, prevedendo allo stesso tempo un alloggio adeguato.

Roberta Miele

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