“Via la camorra dai quartieri”: manifestazione delle associazioni a Napoli

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stop-camorraPromosso a Napoli al rione “Forcella” dalle associazioni anticamorra un sit-in nel piazzale antistante il teatro “Trianon”: l’iniziativa è stata fortemente voluta dal gruppo “Un popolo in cammino” dopo l’ultima sparatoria dei giorni scorsi avvenuta nella zona che ha portato al ferimento di una bambina di dieci anni. “Intendiamo inviare un segnale forte – ha commentato l’esponente di ‘Un popolo in cammino’ Raniero Madonna – a chi è sempre pronto a sentenziare sui percorsi anticamorra. Il crimine organizzato si combatte in strada e non con inutili retoriche o teorie che lasciano il tempo che trovano”.

Un messaggio di speranza per i tanti onesti napoletani che popolano il cuore storico della città, che si trovano quotidianamente a fare i conti con baby gang scatenate dalla capacità offensiva inquietante. Ormai si spara contro chiunque per il controllo degli affari illeciti, fossero pure bambini o disabili. Il business della droga: questa la principale fonte di reddito per un sistema a cui si sono opposti coraggiosi ambulanti extracomunitari.

“I miei connazionali – ha precisato il presidente della comunità senegalese Pierre Pereira – torneranno nelle strade del quartiere con la fierezza di sempre riponendo massima fiducia nelle forze dell’ordine e credendo fermamente nella legalità. La paura non serve a nulla e non si supera chiudendosi ne isolandosi”. Così in quello che una volta era il regno del clan Giuliano, retto da Luigi (alias “‘o re”) e dai fratelli, oggi si affacciano famigliestop-camorra-2 della periferia come i “Mazzarella”, colpite da arresti eccellenti e confische di beni (mobili e immobili) che faticherebbero a tenere a bada ras emergenti legati da vincoli di parentela con gli stessi Giuliano.

Giuliano: un gruppo ai vertici della Nuova Famiglia in cui persino le donne, Erminia Giuliano nello specifico sorella di Luigi, ricoprivano ruoli di primo piano girando tra la gente del quartiere con il carisma di chi si proclama arbitrariamente governatore assoluto e difensore del popolo. “Celeste”, così veniva chiamata Erminia Giuliano per il colore degli occhi, donna dalla bellezza prorompente e sempre impeccabile nell’abbigliamento.

Oggi i nipoti dei Giuliano vorrebbero riappropriarsi di quella che una volta era “casa loro”: non importa quanto sangue innocente occorra versare o quante guerre di camorra combattere. L’importante, nella perversa logica di camorra, è far comprendere ai rivali che i Giuliano son tornati, determinati più che mai a rimanere nel quartiere che li vide eccellere criminalmente parlando al punto di essere ritenuti dalla gente dei vicoli signori assoluti di Napoli.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.