Torre Annunziata, elezioni amministrative: il candidato Pd sarà scelto con le primarie

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La presentazione delle candidature per le primarie a sindaco di Torre Annunziata saranno dichiarate entro il 4 febbraio. È una delle decisioni prese mercoledì sera, durante la riunione del Pd.

Una decisione arrivata con non poche difficoltà considerato che la sinistra torrese è spaccata: i partecipanti alle ultime riunioni hanno assistito all’ennesimo scontro interno su tutti i punti affrontati.

Unici punti d’unione, si fa per dire, sono stati quelli riguardanti la data delle primarie, che si terranno il 19 febbraio, e sul fatto che verranno finanziate soltanto dai candidati. E’ stata invece bocciata la proposta per la quale ogni votante avrebbe dovuto pagare per scegliere il proprio candidato a sindaco.

I dem hanno ceduto anche sulle modalità di voto a causa del muro dell’Udc: non sarà necessaria la prenotazione per esprimere la propria preferenza, escamotage proposto per evitare, come è già successo, le infiltrazioni della camorra durante le operazioni elettorali. Ma l’Udc, appunto, non era per nulla d’accordo, e allora niente pronotazione.

Un buco nell’acqua anche le commissioni. Istituite per stilare il regolamento per le primarie e per il programma elettorale, avrebbero dovuto riunirsi mercoledì per “entrare nel merito delle questioni partendo da due bozze relative ad entrambi gli argomenti oggetto della discussione”. La prima è passata da dodici a due componenti nel giro di qualche giorno, gli altri hanno preferito stabilire i requisiti per i candidati alle primarie, hanno preferito mettere le “mani in pasta” al momento di scegliere i candidati e giocarsi una chance per la scalata alla poltrona tricolore.

Dunque è evidente che la confusione regna sovrana all’interno della coalizione di centrosinistra. Più che la pace, per il momento, a tenere coeso il Pd ed unita la coalizione è una sorta di tregua armata, una guerra fredda che l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale potrebbe portare ad una fibrillazione pericolosa. La brama di diventare primo cittadino potrebbe provocare qualche colpo di scena, manco poi troppo inatteso.

Roberta Miele

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