Napoli, scacco agli “Amato-Pagano”: diciassette indagati, c’è la sorella del boss

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La polizia di stato è impegnata in queste ore in un’operazione anti camorra contro il clan “Amato-Pagano” di Napoli e nell’esecuzione del provvedimento di custodia cautelare ai danni di diciassette persone. Contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

Sempre nel corso della stessa operazione è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni di valore considerevole. Sin dall’alba la polizia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli sta dando seguito alle indagini condotte in collaborazione con l’Interpol, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e il Servizio Centrale Operativo contro due distinti gruppi criminali che controllano il mercato all’ingrosso della cocaina e dell’hashish nell’area nord di Napoli.

Parliamo del regno degli “Scissionisti storici”, ovvero degli Amato-Pagano: tra i destinatari del provvedimento cautelare Rosaria Pagano, sorella del boss Cesare e cognata del ras Raffaele Amato. Sembra che la donna avesse assunto un ruolo da leader all’interno dell’organizzazione gestendo direttamente gli affari del clan.

Eseguiti arresti anche in Spagna. Sequestrate attività commerciali riconducibili agli Amato-Pagano site a Napoli, Roma e Caserta oltre a svariati immobili e conti correnti intestati a insospettabili prestanome. Un colpo al cuore dello smercio di droga a Napoli: un attacco dello Stato allo strapotere economico degli Amato-Pagano, ex famiglie di punta dei “Di Lauro” ribellatesi a “Ciruzzo ‘o milionario” (Paolo Di Lauro) perché snobbati dal figlio Cosimo Di Lauro che voleva un riciclo generazionale dell’organizzazione.

Criminali con alle spalle un esercito di pusher, killer professionisti, prestanome, favoreggiatori e professionisti della Napoli bene. Proprio le figure sporche della cosiddetta Napoli in avrebbero permesso agli Amato-Pagano di ripulire i proventi della droga in complesse operazioni immobiliari all’estero, in particolar modo in Spagna. Gli scissionisti avrebbero investito somme enormi nei i settori ristorativi, nelle sale bingo e nei centri benessere sparsi un po’ ovunque sul Paese e all’estero.

“Radio mala” mormorerebbe che dietro l’attuale indebolimento degli Amato-Pagano possa esserci lo zampino di Marco Di Lauro: il giovane boss notoriamente a capo di un impero immobiliare in Sud America e con il volto completamente ridisegnato in seguito ad interventi chirurgici estetici, avrebbe fatto in modo che alle forze dell’ordine e alla magistratura arrivassero le giuste dritte per poter colpire in modo efficace i rivali. Questa operazione potrebbe segnare l’inizio della fine, al contrario, dello stesso Di Lauro forse troppo sicuro di se da commettere qualche passo falso e finire presto nelle maglie della giustizia.

Ecco la lista degli indagati:

  1. Mario Avolio, alias “Marittiello ‘o ciuraro”;
  2. Vincenzo Barbella, alias “Il vecchio” o “Lo zio”;
  3. Daniele Bolognini;
  4. Vincenzo Bolognini;
  5. Massimo Cesarini;
  6. Patrizio Corvietto, alias “‘O gemello”;
  7. Claudio Crisitano, alias “Bisio”;
  8. Gennaro D’Angelo;
  9. Giuseppe Iavarone;
  10. Giuseppe Leonardi;
  11. Leonardo Leonardi;
  12. Luigi Leonardi;
  13. Ferdinando Lizza, alias “Nanduccio ‘o ragiunier”;
  14. Salvatore Manzo;
  15. Giovanni Onorato;
  16. Rosaria Pagano, alias “Zia Rosaria”;
  17. Salvatore Tufo.

Alfonso Maria Liguori

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