Castellammare, pericolo frana: chiusa “ufficialmente” via Giusso

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E’ stata, di nuovo, “ufficialmente” chiusa la strada Giusso di Castellammare di Stabia, l’antica via che dalla zona di “Quisisana” conduce al monte Faito. “Di nuovo” perché la strada è da tempo danneggiata da una frana che di fatto la rende impraticabile, anche se quotidianamente sia i residenti del posto sia numerosi avventori, cercano di percorrerla.

Da alcune ore l’accesso agli autoveicoli è impedito dalle transenne del Comune di Castellammare che avvertono, appunto, del pericolo di frana. Un provvedimento necessario per la pubblica incolumità anche se tardivo e che probabilmente è scattato a causa del fatto che molti automobilisti, negli ultimi giorni, nonostante la neve che ha ricoperto gran parte della zona, si erano avventurati lungo via Giusso. Alcuni di essi sono addirittura rimasti intrappolati nella neve tra Castellammare ed il Faito e sono stati salvati dalla polizia municipale dopo una notte trascorsa in auto.

L’allarme lo avevamo lanciato dalle pagine di questo giornale il 7 gennaio scorso. La via, già impraticabile in condizioni normali, era inondata dalla neve e in molti tratti era ghiacciata. Inoltre era avvenuta la caduta di alcuni alberi che erano stati abbattuti dal peso della neve e dalle già instabili condizioni delle radici al suolo ai bordi della strada per cui il transito era molto difficile anche con le catene.

Bisogna ricordare che è da molti anni che si attendono i lavori di sistemazione di questa magnifica strada panoramica che si arrampica lungo il versante stabiese del Faito. L’altra via per raggiungere il monte parte da Vico Equense. Via Giusso è anche ripetutamente oggetto di sversamenti illeciti di rifiuti di vario genere che, rifiuti che puntualmente “qualcuno” incendia. Un modus operandi che ricorda quanto accade nella non troppo lontana “Terra dei Fuochi”. La strada, paradossalmente interdetta anche al transito pedonale a causa del pericolo di smottamenti, durante la notte si affolla di furgoni ed automobili da cui si scarica di tutto.

(Foto Ferdinando Fontanella)

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