Napoli, ordigno contro negozio: artificieri in azione, disinnescato

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Questa notte in corso Vittorio Emanuele a Napoli i poliziotti della sezione “Volanti” dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno impedito un attentato di chiara matrice estorsiva. Questi i fatti: mentre gli agenti transitavano in zona hanno notato due individui incappucciati che lasciavano qualcosa proprio davanti alla serranda di un ‘attività commerciale.

Alla vista della polizia i due uomini sono saliti rapidamente a bordo di uno scooter dileguandosi in direzione piazza Mazzini. A quel punto gli agenti si sono avvicinati al negozio e hanno costatato che quel materiale depositato dai due era in realtà un ordigno esplosivo. Dopo aver delimitato l’area come da procedura gli operatori hanno richiesto l’intervento delle unità specializzate.

Gli artificieri dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno confermato la natura della bomba catalogandola come “ordigno esplodente artigianale” e procedendo a disinnescarla. Sono in corso indagini da parte della polizia per l’identificazione dei responsabili del tentato raid ai danni di un negozio del posto.

Ancora una volta l’ombra sinistra del racket aleggia in città: a poca distanza di tempo dalla sparatoria che provocò il ferimento di una bambina di dieci anni al mercato della “Maddalena”, scaturita da una reazione di ambulanti extracomunitari agli esattori del pizzo, Napoli continua a fare i conti con l’odioso fenomeno estorsivo che negli anni ha mandato i fumo i sacrifici e le speranze di tanti onesti imprenditori.

In tal senso la testimonianza di coraggio del commerciante della Maddalena Ciro Scarciello, che aveva davanti alle telecamere senza remore denunciato il clima di terrore in cui gli esercenti da sempre vivono nella zona, appare quale raggio di luce nella notte oscura che sembra non voler lasciare Napoli. Dichiarazioni forti quelle di Scarciello che dovrebbero scuotere le coscienze di chi potrebbe fare molto per la città a livello istituzionale: adesso le chiacchiere infatti “stanno a zero”.

E’ giunto veramente il momento di reagire e in tempi utili per salvare il salvabile e consentire agli onesti napoletani di vivere in sicurezza la propria città. Non si può combattere la camorra con la sola repressione senza garantire adeguata scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione sociale. Ci auguriamo che a livello locale e centrale la politica abbia finalmente preso atto di questo elementare principio.

Un sentito ringraziamento è rivolto dalla comunità partenopea alle forze dell’ordine che a discapito di organici insufficienti e supporti logistici inadeguati fanno miracoli per tutelare gli onesti contribuenti sul territorio.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.