Napoli, “Duchesca”: il salumiere coraggioso non deve chiudere

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Non sono bastate intimidazioni ricevute dalla camorra, dopo la sparatoria che portò al ferimento di una bambina di dieci anni nel mercato della “Maddalena” a Napoli nei pressi della zona della “Duchesca”, a fermare Ciro Scarciello, titolare di un negozio di alimentari nella stessa area marcatale che alle telecamere della trasmissione di “Rai 3” “Chi l’ha visto?” aveva da subito denunciato il clima pesante in cui vivevano i commercianti del posto.

A questa prova di coraggio il quartiere in un primo momento non aveva però offerto solidarietà, come lo stesso Scarciello ha commentato in un’intervista rilasciata ieri all’agenzia “Ansa”: “Sono una persona per bene e un onesto lavoratore sin da bambino. Quello che più mi ha rattristato è stata la mancata solidarietà della gente del quartiere: al contrario invece su ‘Facebook’ sono stato bombardato da messaggi di incoraggiamento firmati da persone che non ho mai visto in vita mia.

Parliamo di oltre quattromila contatti che mi hanno manifestato grande affetto. Se poi qualcuno aveva erroneamente pensato che decidessi di chiudere per paura e andar via ha sbagliato: la cessazione dell’attività sarebbe non solo la mia sconfitta, ovvero di un onesto cittadino che vuole solo lavorare in pace, ma dell’intero quartiere e questo a mio avviso è ancora più grave”.

Parole forti proferite da un uomo che in quella realtà c’è nato e cresciuto incarnando il giusto risentimento di chi non ne può più di sentirsi orfano di concreti riferimenti istituzionali. Concetto che il commerciante ha espresso pubblicamente in modo diretto: “Sono arrivato a pensare persino che forse lo Stato vuole queste realtà, che certe dinamiche si svolgano così. Io non ho la bacchetta magica e non ho la pretesa di insegnare nulla a nessuno. Ma chi può fare faccia e lo faccia in fretta.

Inutile altrimenti fingere di scoprire quello che da sempre tutti sanno, istituzioni comprese, eppure paradossalmente meravigliarsi ogni volta come se si trattasse di fenomeni di cui non si è mai avuta la minima idea. Occorre agire concretamente e in tempi utili per mettere onesti cittadini in condizioni di poter vivere e lavorare senza dover temere continuamente per la propria incolumità”.

Riteniamo superfluo aggiungere altro a quanto espresso in modo esauriente da un uomo onesto di Napoli che fa onore con il proprio coraggio alla città. Particolarmente vicini a Scarciello don Angelo Berselli, parroco del quartiere Forcella e Luigi Leonardi, un imprenditore che vive sotto scorta dopo aver denunciato anni addietro gli uomini dei clan che gli avevano chiesto il “pizzo”.

Alfonso Maria Liguori