Sangue a Soccavo, freddato giovane promessa del calcio

412

Agguato di camorra a Soccavo nella tarda mattinata di oggi: a cadere sotto i colpi dei killer in via Montevergine il 21enne Renato Di Giovanni. Due individui avrebbero raggiunto la vittima a bordo di uno scooter mentre era fermo in strada freddandola con numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata.

Di Giovanni aveva precedenti per spaccio di stupefacenti ed era sottoposto all’obbligo di firma. Sull’omicidio indagano i carabinieri che in queste ore starebbero visionando i filmati di sicurezza presenti in zona per risalire all’identità dei sicari. Il giovane era noto nel quartiere per essere stato una promessa delle giovanili nel Calcio Napoli. Una brutta vicenda che accende ancora una volta i riflettori sull’emergenza sicurezza in città. Fuorigrotta, Soccavo, Pianura, Cavalleggeri, Bagnoli: queste le “zone rosse” indicate dagli inquirenti quali teatro dell’ennesima guerra di camorra a cui fanno eco le stese e gli attentati continuamente messi in essere nel centro storico di Napoli.

Una situazione che getta ulteriormente i residenti nel panico. Il timore è quello di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Troppi nuovi clan  sul territorio formati da ragazzi poco più che adolescenti violenti e spesso cocainomani consumati a discapito della giovane età. Il controllo delle piazze di spaccio: questo il movente delle nuova ondata di violenza che negli ultimi tempi ha macchiato di sangue le strade di Napoli. Le forze dell’ordine presidiano ormai ininterrottamente il territorio ma la particolare morfologia di alcuni quartieri complica enormemente il lavoro degli uomini in uniforme.

C’è poi lo spesso muro di omertà contro il quale gli operatori dell’ordine si scontrano ogni giorno: una protezione continua in favore dei camorristi e di chi vive al di fuori della legge con inaudita spavalderia. In tal senso giungono continui appelli dalla Questura e dal Prefetto di Napoli Gerarda Pantalone a collaborare con le istituzioni in una lotta al crimine organizzato che deve coinvolgere, a diverso titolo, ogni membro della cosiddetta società civile.

Ancora sangue a Napoli, ancora un giovanissimo napoletano trucidato forse al culmine di un modo di vivere  sbagliato. In sintesi: i giovani napoletani ricordino sempre che la camorra non fa sconti a nessuno conducendo i proprio adepti inesorabilmente alla detenzione o al cimitero.

Alfonso Maria Liguori

Share
Condividi
PrecedenteGivova Scafati, i nuovi arrivi e la loro presentazione
SuccessivoOmicidio a “Soccavo”, l’ombra della camorra dietro l’agguato
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.