Omicidio in provincia di Napoli: ucciso imprenditore 62enne

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Stamane intorno alle 6 le pistole hanno ancora una volta fatto sentire la propria voce: a cadere sotto i colpi dei killer l’imprenditore 62enne Antonio Verracchio, titolare di un’azienda di carni. L’agguato è scattato in via Luigi Sturzo a Caivano dove i sicari avrebbero affiancato la vittima esplodendogli contro numerosi colpi di pistola. Verracchio, centrato in più organi vitali, sarebbe morto sul colpo.

Sull’accaduto indagano i carabinieri e gli accertamenti si prospettano oltremodo complessi. Si indaga sul passato dell’uomo per fare chiarezza sul movente del raid: per il momento prenderebbe corpo l’ipotesi di una rapina finita male ma gli investigatori dell’Arma non escluderebbero altre piste.

Chi fa impresa nel napoletano è spesso esposto alle insidie della camorra: forse l’uomo potrebbe essersi ribellato a richieste estorsive mosse da clan operanti nella zona oppure l’omicidio potrebbe essere la risposta ad un litigio avuto tempo prima con qualche pezzo da novanta del sistema.

Le prossime ore potrebbero essere decisive per far chiarezza sull’ennesimo omicidio compiuto nell’hinterland partenopeo. Impressionante il numero di agguati mortali, intimidazioni, ferimenti e stese registrati a Napoli e in provincia negli ultimi mesi. Le forze dell’ordine fanno miracoli per garantire l’incolumità dei cittadini a discapito di un organico insufficiente e di un supporto logistico inadeguato ma sarebbe veramente giunto il momento per le istituzioni centrali di affrontare l’emergenza sicurezza a Napoli in modo concreto e definitivo.

Lo ripeteremo all’infinito: scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione o si avrà sempre l’impressione che tutto si facci perché nulla muti. Fuori allora i nomi dei colletti bianchi della camorra, dei professionisti insospettabili che consentono al sistema di riciclare il denaro sporco attraverso complesse operazioni finanziarie estero su estero.

Troppi lati oscuri ancora da scoprire all’interno del cancro camorra capace di estendere le proprie metastasi in tutti gli strati della società. C’è veramente poco da essere allegri.

I napoletani onesti vivono nel terrore di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato: l’avremo scritto decine di volte ma evidentemente qualcosa ancora non è chiaro agli addetti ai lavori, ovvero ai rappresentanti delle istituzioni e dello Stato che dovrebbero guardare a realtà come Napoli con ben altra attenzione. Questa l’amara verità: il resto, come recita una melodia dell’artista Franco Califano “è noia”.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.